Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Il neuromarketing è una disciplina di recente creazione che concentra il proprio focus sul tema dell’esperienza (estetica, cognitiva, relazionale), verifica l’effetto della comunicazione sulla sfera personale del consumatore e tenta di mettere in luce l’ignoto ed inesplorato universo delle emozioni.

Questa innovativa scienza pone le basi verso un nuovo marketing, inteso non più come semplice promozione del prodotto, ma come un insieme di elementi volti a ricercare le cause scatenanti l’insorgere dell’impulso all’acquisto.

Tra le tecniche che il neuromarketing utilizza per misurare i comportamenti ritroviamo:

  • l’ “eyetracking”, che traccia i loro movimenti e le loro curiosità;
  • la “facial expression reading”, che analizza le espressioni del viso durante la normale vita quotidiana;
  • la “voice stress analysis”, che consiste nel valutare la percentuale di stress grazie al tono della voce;
  • l’ “eeg-biofeedback”, che permette di verificare l’attività di elaborazione cerebrale umana sottoposta a diversi stimoli esterni, siano essi pubblicità, film o profumi.

Su Internet il neuromarketing diventa Neuro Web Design, una tecnica che lavora sulla relazione tra utente e design delle pagine web con il fine ultimo di soddisfare un pubblico specifico e di evitare che il cliente transiti in un sito concorrente che meglio risponde alle sue esigenze.

Come sostiene Fabian Stelzer, CEO di EyeQuant, i nostri occhi durante la navigazione in Internet sono immancabilmente attratti da alcuni elementi comuni di web design, una combinazione di contrasti, luoghi, contorni e colori.

Gli utenti, infatti, reagiscono sulla base di tre fattori:

  1.  le EMOZIONI – i siti web preferiti tendono a catturare la nostra attenzione a causa delle emozioni che in qualche modo evocano;
  2. la LOGICA – che nel web design significa semplicemente rendere facilmente accessibile e comprensibile il sito web;
  3. l’ISTINTO – un potente strumento a cui attingere nel web design, perché il successo di un prodotto o servizio può spesso dipendere da quanto bene si è persuaso qualcuno a comprarlo.

Il neuro web design distingue per mappe l’analisi del comportamento dell’utente. La mappa basata sulla “percezione”, ad esempio, individua su quale contenuto ricade l’occhio dopo 3 secondi di caricamento della pagina, mentre quella costruita sul fattore “attenzione” individua ciò che risulta più attrattivo per l’utilizzatore. Si veda,nell’immagine sottostante, come gli utenti che visitano la pagina di Google ricadano con lo sguardo dapprima sul logo e secondariamente su quello che è l’obiettivo reale, ovvero la box di ricerca. (Attenzione).

Nel caso di Amazon, invece, l’occhio dell’utente muove verso il centro dello schermo dove sono concentrate le griglie di contenuto.(Percezione).

Grazie a queste informazioni, gli esperti di marketing saranno in grado di comprendere non solo come ottimizzare il sito ma anche come aumentare le vendite.

Per il futuro si stanno già facendo degli investimenti per applicare tecniche di neuromarketing su piattaforme mobile e si sta ipotizzando anche una probabile applicazione sui motori di ricerca con la finalità di individuare quali siti sono meno rilevanti di altri.

Commenti