HomeBlogStrategie di MarketingBabbo Natale è stato inventato dalla Coca Cola?

Babbo Natale è stato inventato dalla Coca Cola?

Natale ormai è alle porte. Le città si riempiono di lucine colorate, mercatini di prodotti tipici appaiono nelle varie piazze, le vetrine dei negozi decorate a festa attirano l’attenzione dei passanti che cercano l’ispirazione per i regali da fare. Anche la televisione si “addobba” a dovere proponendo una programmazione di grandi classici, nonché spot pubblicitari e jingle a tema.
E così, senza nemmeno accorgercene, ci troviamo catapultati in un mondo fatto di “rosso e verde e agrifoglio” che profuma di pandoro e con una valanga di regali da fare.

Passeggiando per il centro in questi giorni, mi sono resa conto di non avere addosso niente di rosso e quindi di non essere “in tinta” con il Natale. Non credo serva una laurea in psicologia per rendersi conto che il colore dominante in questo periodo è il rosso!
Ma perché proprio il rosso? La risposta che mi hanno dato è stata: “Rosso come la Coca-Cola”.

Cosa centra la Coca-Cola in tutto questo? Mi hanno spiegato che all’alba dei tempi la Coca-Cola avrebbe fatto vestire Babbo Natale di rosso e bianco perché promuovesse il suo brand e da allora il Natale è rimasto rosso.
Per quanto una multinazionale possa essere influente sul mercato, risulta difficile credere che possa aver “inventato il Natale” per come lo conosciamo! Così, partendo da questo, mi sono messa a cercare ed ora sono qua, per raccontarvi la vera storia di Babbo Natale e da un punto di vista abbastanza diverso da quello che troverete in prima serata nelle prossime settimane.

Tutto è cominciato a Myra (città dell’attuale Turchia) attorno al 300 d.C. quando il vescovo Nicola ha proposto ai vari parroci di avvicinare la gente al cristianesimo portando, casa per casa, doni ai bambini, e con l’occasione spiegare loro chi fosse Gesù e cosa avesse fatto per l’umanità. Dopo quella che può essere definita una vera e propria campagna di kids marketing, il vescovo Nicola è diventato veneratissimo durante tutto il periodo Medievale, meritandosi l’appellativo di Santo. Iconografie di Nicola circolavano per tutto l’impero Bizantino quando era ancora in vita e indovinate un po’ di che colore erano i suoi abiti? Trattandosi di un vescovo non potevano che essere rossi. Da questo personaggio storico derivano tutte le versioni moderne di Babbo Natale, chiamato anche Santa Claus dalla tradizione Olandese che fa coincidere la leggenda di San Nicola con la festa di Sinterklaas, che tradotto significa “il compleanno del Santo”.

Da qui le cose si complicano! Ogni paese fa sua la figura di San Nicola interpretandola a seconda delle proprie tradizioni, credenze e usanze a volte anche allontanandosi di molto dalla base cristiana.
Con il passare dei secoli la figura di Santa Claus ha subito vicende più o meno travagliate senza mai perdere consensi, tanto che, nel 1862 viene usato come testimonial ufficiale per la Guerra Civile Americana sostenendo la parte degli Unionisti. Il cartonista Thomas Nast disegnò Babbo Natale come un piccolo elfo vestito di pelli nere e marroni come un cacciatore. Nast si occupò di rappresentare Santa Claus per circa 30 anni, modificando di anno in anno la sua figura, facendogli acquistare centimetri di altezza e colorando di rosso le sue vesti.
Ma l’aspetto elfico, quasi spettrale, rimaneva dominate soprattutto nei paesi nordici dove vestiva abiti di colore verde, azzurro e giallo.

Nel 1920 entra in scena nel campo delle pubblicità natalizie la Coca-Cola che pubblica nel The Saturday Evening Post un Babbo Natale in pieno stile Nast, alto magro e spaventoso.
Ma la vera rivoluzione inizia nel 1931 quando la D’Arcy Advertising Agency, agenzia pubblicitaria che gestiva le campagne di Coca-Cola, decide di creare una figura di Santa Claus più realistica e simbolica commissionando il lavoro all’illustratore Haddon Sundblom.
La prima cosa da fare per rendere il tutto più credibile era eliminare l’aspetto elfico-inquietante delle rappresentazioni ante 1931, e per farlo, Sundblom decide di ispirarsi al poema “The night before Christmas” di Clement Clark More del 1822 dove Babbo Natale viene descritto come un uomo molto grasso, gentile e amichevole che ispira simpatia e serenità. Dal 1931 al 1964 Sundblom rappresenta Babbo Natale vestito di rosso mentre legge letterine, distribuisce giocattoli e visita i bambini di tutto il mondo.

La cosa che pochi sanno è che Sunny, come lo chiamavano gli amici, aveva basato le sue illustrazioni su un personaggio realmente esistito: il suo vicino di casa Lou Prentiss, un venditore in pensione. L’idea della D’arcy agency si era rivelata vincente!

Il personaggio inizia a piacere moltissimo al pubblico che aspetta con ansia le varie pubblicità natalizie della multinazionale, che ora vengono trasmesse anche in televisione. Anno dopo anno Babbo Natale aumenta sia di simpatia che di fama, tano che, quando, alla morte di Prentiss, Sundblom inizia a ritrarre sé stesso allo specchio per creare le illustrazioni di Natale, la gente si accorge immediatamente di dettagli come la fibbia della cintura speculare rispetto all’anno prima o della mancanza della fede nuziale al dito. Subito la sede centrale della Coca-Cola viene tempestata di lettere per far notare la differenze nel vestiario e per chiedere notizie relativamente a Mrs Babbo Natale.

Da allora Babbo Natale e la Coca-Cola sono sempre andati a braccetto e le pubblicità natalizie sono diventate il gioiello della multinazionale, fino ad arrivare ai giorni nostri dove viene organizzato un vero e proprio Coca-Cola tour che porta Babbo Natale nelle città più famose del mondo.

Questa è la “vera” storia di Babbo Natale. Sicuramente l’immagine di Santa Claus che è arrivata nel 2012 è stata creata in buona parte dalle campagne di Coca-Cola e dai media, ma se la tradizione non avesse già reso questo personaggio estremamente attraente per le masse, nei secoli precedenti, non sarebbe stato preso in considerazione dalla multinazionale.
Quindi, la prossima volta che un amico saputello vi dirà che Babbo Natale è rosso perché l’ha voluto la Coca-Cola, saprete come sfatare questa leggenda metropolitana, e se non riuscirete a convincerlo, ditegli che provi a proporre l’utilizzo di Babbo Natale come testimonial negli spot della Vodafone ..o dell’Algida.. oppure anche alla Svizzera! Il bianco e rosso lo usano in molti.

 

UPDATE 9 DICEMBRE 2015

Il legame tra Coca-Cola e Natale è stato ulteriormente approfondito in questo post.

 
 
AUTORE

Ilaria Sofia Ragona

Universitaria appassionata di marketing, social media e pubblicità. Ho una doppia vita: di giorno studio Strategie di Comunicazione a Padova e di notte faccio la community manager. Sono curiosa e non riesco a fare a meno di cimentarmi in nuove imprese e avventure. Adoro la musica, i cardigan colorati e le conferenze di settore.
 
 

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