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In un ambiente dinamico, in cui il 2.0 pare essere l’unico standard di successo, ed in cui la crisi finanziaria mondiale ha messo in chiaro che era necessario effettuare un cambio di rotta, le aziende devono riconfigurare il proprio modello organizzativo ed il proprio modo di interpretare il business.

Le parole chiave sono semplici: trasparenza, equità, fiducia.
Parole, lette e riviste in tutti i tomi di marketing o di management, dalle guida per vendere a quelle per diventare un leader di successo, hanno un solo difetto: raramente vengono messe in pratica, e qualora lo fossero, il cliente non ne ha una dimostrazione diretta.

Ecco quindi, che per riuscire a cavalcare l’ambiente attuale occorre mettere in atto sistemi che mirino ad aprire l’azienda verso l’esterno, per riuscire a comunicare i propri valori e le proprie azioni anche agli attuali, ed ai potenziali clienti.

Per iniziare, fate così: gettate nella spazzatura la mentalità chiusa e di segretezza che da sempre ha caratterizzato l’ambito aziendale, ma educatevi all’apertura e alla condivisione dei contenuti, del proprio lavoro, delle proprie attività.
Aprite una pagina Facebook della vostra azienda, e non limitatevi a condividere le solite e statiche foto patinate, ma rapportatevi con il cliente, mostrategli i retroscena, fategli capire cosa c’è dietro il vostro prodotto.
Fate un account Twitter ad ogni dipendente, o aprite dei blog interni, in cui coloro che lavorano con voi, o per voi, possano tenere un diario di bordo, che sia letto dall’esterno, da tutto il mondo.

Ne guadagnerete in tantissimi aspetti: la reputation della vostra azienda migliorerà all’istante: l’idea di azienda misteriosa verrà meno; i vostri colleghi aumenteranno la percezione della contribuzione in azienda, e saranno mini imprenditori del proprio spazio virtuale; e per finire, nel campo di emplyer branding, non sarete più secondi a nessuno.

Via i vecchi balconi semichiusi: nascondersi dietro le mura aziendali non porta più a nulla, è il momento del vetro, della trasparenza, dell’open management.

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