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Dopo aver analizzato il following raccomandato, ci caliamo sul secondo articolo consigliato di Read and Write Web dal titolo “facebook unveils reccomended subscriptions” e partiamo dalla provocazione iniziale:

What do you get when you combine the biggest collection of personal taste data in history with the world’s easiest method of subscribing to syndicated content? In theory, one of the most potent recommendation engines around.


L’articolo ragiona sulle sottoscrizioni raccomandate, con una interessantissima idea:

Recommendations are like the search you never knew you wanted to perform

Quello che ci interessa in questa fase è proprio il rapporto tra raccomandazioni e ricerca di informazioni. partiamo dal significato di un like su facebook:

  • innanzitutto siamo di fronte ad un atto di “brand evangelism” quando un utente fa un “like” di fronte ad un’azione o ad un post brandizzato / aziendale. Gli utenti sono infatti consci del “broadcasting power” delle proprie azioni, proprio quel potere che ingolosisce le aziende.
  • inoltre rispetto alle classiche interazioni con le aziende il “like” è qualcosa di pressoché eterno, il fatto di “unlikare” un brand o una pagina è molto meno immediato e consueto rispetto al primo “mi piace”
  • per finire un “like” significa sottoscrivere gli aggiornamenti che un brand o un’azienda proporranno. Ora e per sempre, e la rilevanza degli update delle like page è la stessa dei post dei nostri amici o di nostra madre, niente male! (questione però da approfondire)

Lo strumento “page browser” non farà altro che aumentare le potenzialità delle raccomandazioni. Sarà interessante capire “che rumore farà” e “quanto facebook lo spingerà”. E chiudiamo proprio con la domanda originale:

Will brands bid to have their pages recommended to users with various demographic and taste profiles? That’s what Twitter is believed to be planning for user account recommendations on its site soon. We’ll have to watch and see what Facebook does.

Per chiudere il cerchio su questi due post di approfondimento proviamo con la nostra “entrata in takle concettuale”. L’ipotesi è quella che le raccomandazioni rappresentino oggi quello che la SEO rappresentava 5 anni fa, cioè una dirompente modalità per garantirsi un buon vantaggio competitivo prima di divenire una strutturata leva di marketing da sviluppare. La maturità del search marketing (fondamentale, lo ripeto, e da integrare coi social) rende necessaria per il nostro mestiere effimero la ricerca della prossima grande novità, o del prossimo grande tag come direbbe Gigi. La troveremo nelle raccomandazioni sui social?

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L'AUTORE

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