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Alla luce della sorprendente quantità di contenuti che l’amico Gianluca invia e del dibattito costruttivo nato sul tema precedente, ecco un’altra delle considerazioni del nostro Gian:

Considerando l’evoluzione del web mi chiedo quali possano essere gli scenari più probabili per quanto riguarda il business in rete. Il web sta divenendo sempre più interattivo e pieno di servizi, molti dei quali assolutamente freeware. La diffusione di blog, siti quali youtube.com, myspace.com giochi online, dimostra come vi sia la volontà da parte dell’utente di internet di sentirsi parte di una comunità e di condividere le proprie esperienze : foto, video, musica…
Per un’impresa che decide di investire online oltre al proprio sito che tipo di strategie sono consigliabili?

Senza dubbio il posizionamento nei motori di ricerca e articoli publi-redazionali non invasivi. Via i pop-up antidemocratici.

Fiat ha dimostrato di essere molto ricettiva in tal senso (ottima l’intuizione di creare un sito ad hoc per la nuova 500, con la possibilità di personalizzazione su una base virtuale di default del modello: ottima perché ha permesso sia di far crescere l’aspettativa nei confronti di un modello dal sicuro avvenire, sia perché ha permesso di testare quali sono le configurazioni più gettonate dai clienti: materiale utile per definire gli ultimi dettagli o cambiare in corsa ciò che non piace: non so l’ampiezza del campione, il cui target è sicuramente per la maggior parte composto da giovani, molti dei quali under 18, ma riuscire a raccattare in tal modo una mole di informazioni puntando sull’aspetto ludico, in stile videogame (need for speed underground su tutti) è stata una mossa degna di nota. (Il coinvolgimento dei giovani, tramite concorsi, progetti o anche semplici giochi è una strategia vincente, sempre nel caso in cui siano i giovani i destinatari del messaggio).
Il vero problema, ancora irrisolto sta nell’indirizzare i destinatari il cliente al sito: pop-up, banner e link sponsorizzati sono inefficaci e fastidiosi: per non parlare delle mail: effetto spamming assicurato.
E allora che fare?
La tendenza sarà un rafforzamento della pubblicità offline a beneficio del servizio online: fenomeno già visibile, anche se ancora timido.
L’uso di strumenti quali podcast, videocast che puntino sull’ironia o sull’effetto curiosità: il passaparola è l’unico strumento capace di smuovere le masse, questo è chiaro a tutti.
L’aspetto della comunità è un’altra carta da sfruttare, più di quanto fatto finora: il coinvolgimento è propedeutico alla fidelizzazione: i giovani hanno voglia di partecipare, di sentirsi parte di una realtà, di condividere e di sentirsi protagonisti: scelgono internet come via per cercare di vedere soddisfatti questi bisogni ( bisogno in marketing ha una valenza molto, molto forte).
La pubblicità tradizionale è ormai anonima, anche se più di prima fondamentale: mi accorgo ultimamente più degli spot che mi irritano che quelli che mi attirano.


Concordo sull’imbarazzante inutilità degli strumenti tradizionali anche se c’è una distinzione da fare: un servizio web va pubblicizzato sul web (almeno per ora), operazioni di “channel crossing” tra on line e off line con alla base un prodotto on line sono a mio avviso rischiose perchè si rischia di coinvolgere chi non ha accesso alla rete, mentre pubblicizzando solo on line si è sicuri sul target. Se invece il prodotto/servizio oggetto di comunicazione ha la sua natura off line ben venga l’integrazione. Il discorso sul virale come sugli advergames e i contenuti omaggio non è semplice, a mio avviso il rischio paventato è che fra 8 mesi il video virale diventi noioso quanto la mail di spam oggi, troppa concorrenza sul metodo e fine divertimento, rischiamo di essere subissati di v-video. La strada è di certo la qualità, alla fine il discorso è il solito, siamo a chiedere alla gente dati, e in cambio? Ben venga qualcosa di valore vero, ok la maglietta kenwood (tanto comprare i dati targettizzati da un centro media non costa meno di 10.000 magliette), ok i contenuti per ragazzi, ok gli mp3.. a mio avviso la strada è comunque quella dei prodotti speciali, ad esempio la panda monster, prenotabile solo sul web e realizzata in poco più di 600 esemplari, la strada è la personalizzazione e l’esclusiva, brodo di giuggiole per il marketing, imprecazioni a go go per la produzione, via alla mass customization, qui emergeranno i migliori..

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