Oggi vorrei ragionare brevemente su due contenuti. Il primo è una newsletter che ho ricevuto, intitolata “Grow your page by adding more punch to your offline marketing Efforts”. Il concetto che questa newsletter vuole far passare, ovviamente per rafforzare il proprio tool di social media management, è quello dell’integrazione on line – off line nelle strategie di fan building o più semplicemente di fidelizzazione. L’idea di North Social, autore della newsletter è la seguente

Don’t just ask for a customer to like you on Facebook, give ‘em a reason.

Un utente metterà mi piace se incentivato, magari da un amico. Ma quanto vale quel “mi piace”? E lo stesso discorso vale per Twitter: quanto vale quel following? Vale tanto quanto la nostra abilità strategica di generare vero engagement. Meglio quindi avere 500 fan ricettivi rispetto a 1000 che in realtà ignorano la nostra offerta, o ai quali non abbiamo mai proposto una specifica promozione. Per le grandi aziende la leva “off line” può fare la differenza nel “rendere community” quelli che sono oggi dei “meri” appassionati, quasi fossero una community senza saperlo, Victoria’s secret mi sembra un buon esempio.

Il secondo contenuto di cui voglio parlarvi parte da questa immagine:

Il credit va ad un articolo intitolato a facebook share vs a twitter share: guess which generate more revenue che blandamente rimanda ad una interessante ricerca sul valore di una condivisione su Facebook e di un following su Twitter. Facebook sembrerebbe più penetrante e pervasivo grazie ad un maggiore livello di “trust” tra pari, Twitter appare più come uno stream in cui la discussione lascia spazio all’osservazione e all’ascolto (anche se vi è molta stima tra following e followers). Anche Eventbride, il noto spazio social di eventi, prima di Rob Booth ha provato a dare i numeri di questo fenomeno, ma la cosa importante è proprio che si inizia a valutare in termini di ritorni il valore dei media sociali.

Due Insights, come direbbero i consulenti fighi:

  • L’off line non può ignorare il mondo social, qui dentro c’è una rete pronta ad accogliere ed amplificare iniziative che i marketers tradizionali intendano costruire, tirate fuori dalla soffitta il direttore marketing!
  • Nessun social media marketer è appassionato di beneficenza più di altri uomini di marketing. Quando fa il suo mestiere uno strategist o un operativo dei social vuole conseguire obiettivi aziendali, cominciare quindi a misurare l’impatto del proprio lavoro è fondamentale

La strada sembra tracciata