Leggo con interesse e curiosità un paper dell’agosto 1993 di David Krackhardt e Jeffrey R. Hanson, “Informal Networks: the company behind the chart“, si comprende subito che i 17 anni passati dallo scritto non pesano più di tanto.

“If the formal organization is the skeletron of a company, the informal is the central nervous system driving the collective thought processes, actions, and reactions of its business units”.

Oltre a sottolineare l’importanza delle reti informali e dei social links in impresa, gli autori consigliano di utilizzare la network analysis per meglio comprendere

le strutture di dipendeza tra i player delle organizzazioni (advice network)

le informazioni delicate e riservate condivise dai membri dell’organizzazione (trust network)

i lavoratori che discutono di problematiche di lavoro con regolarità (communication network)

Se ci pensiamo, 17 anni fa era solo tutto più complesso ma quello che oggi fanno i software sul web, un tempo facevano le analisi “manuali” all’interno delle reti sociali, in qualche modo il web può essere visto come una rappresentazione concettuale e reale anche se non fisica delle reti sociali pre-esistenti (penso ad esempio a linkedin).

la mappatura delle reti, sostengono gli autori, può portare al conseguimento di obiettivi strategici. Conoscere i player più influenti o prevenire problemi non di routine o migliorare l’utilizzo inefficiente delle risorse, sono tutte attività possibili con l’analisi delle strutture informali, oggi di certo facilitata dalla tecnologia. Questo modo di pensare potrebbe anche rispondere alla grande domanda che spesso viene posta: a cosa servono i social media alle imprese? Per una volta, forse, anche a guardarsi dentro.

Interessante ad esempio il confronto nella stessa organizzazione tra advice network..

immagine-7.png

e trust network..

immagine-8.png

cosi concluso dagli autori

“The manager didn’t know that there were two distinct cultures in his branch untile ho saw the communication network map”.

Il paper si chiude con l’individuazione di cinque configurazioni interessanti sulle quali non mi dilungo, che però cito

Imploded relationships

Irregular Communication Patterns

Fragile Structures

Holes in the network

Bow ties

Ciò che importa non è la struttura individuata per la rete sociale, quanto piuttosto l’adattamento dei player alla rete stessa. E’ interessante, in conclusione, notare come il ragionamento e l’attenzione verso i social network non sia cosa di oggi o di ieri, come non è cosa di oggi o di ieri il supporto che la tecnologia può dare a questi ambiti di interesse e l’ampiezza che un lavoro di analisi può raggiungere. La coincidenza tra gli strumenti teorici come quello segnalato e le tecnologie a basso costo ad oggi esistenti possono probabilmente davvero dare seguito a quella che molti definiscono “idea di enterprise 2.0”.