Un interessante articolo di Paolo Iabichino su Nòva di questa settimana pone un tema vero, quello dell’utilizzo dei social network in pubblicità. Il pensiero di Iabichino è sostanzialmente il seguente: non è la conta dei fan su facebook che fa grande un brand nel web 2.0, cosi come non è il numero dei followers “generati” su twitter a rendere vendibile una strategia di social media marketing da parte delle agenzie specializzate. Ovviamente non si può che essere d’accordo anche se questo concetto non fa che confermare un certo imbarazzo in termini di approccio ai social networks, facebook su tutti. A mio avviso una delle principali barriere da superare è la filiera del risultato cui altre scienze web&pubblicitarie hanno abituato il cliente, in particolare se il cliente vuole i numeri questi spesso saranno numero di fan, numero di link, traffico generato etc.. per il semplice fatto che questi sono numeri semplici da fornire e non indici che richiedono una riflessione ad hoc.

Comincio a pensare che i social networks coinvolgono il web marketing in due differenti accezioni che reclamano competenze complementari ma non sostitutive, proviamo a distinguere due approcci:

    passivo: l’azienda o brand verifica la propria reputazione on line mappando anche la presenza nei social network di opinioni che la coinvolgono

    attivo: l’azienda o brand decide di provare a indirizzare la discussione proponendo temi o iniziative mediati dai social network, in questo caso leve come l’event marketing sono ottimi supporti ed i dettami da seguire sono quelli del sethgodiniano permission marketing ed importantissimi risultano i meccanismi incentivanti

A mio parere il facebook marketing esiste, ed esiste perchè una audience potenziale e reale si ritrova all’interno di uno spazio complesso e regolato da proprie dinamiche che, concordo con Iabichino, vanno comprese e accettate evitando l’errore di imporre tecniche vecchie in contesti nuovi, non è quindi lo strumento o il consulente che va colpevolizzato, di certo è l’approccio a meritare un interessante restyling, o no?