Abbiamo incontrato Massimo Fattoretto, consulente SEO con esperienza quindicennale. Con lui abbiamo chiacchierato dell’evoluzione dei motori di ricerca, della SEO di oggi e qualche previsione sulla SEO del domani.
 

Sempre più frequentemente abbiamo l’occasione di leggere di continui aggiornamenti dell’algoritmo di Google. Quali sono le caratteristiche che deve avere la struttura di un sito web per trarre vantaggio da questi cambiamenti?

 

Non vi sono regole specifiche oltre a quelle di seguire le linee guida dettate da Google, solitamente al mio team ripeto sempre di verificare se vi sono dei comportamenti che richiamano alle attività da non fare per vivere sereni e tranquilli con il motore di ricerca, che vi elenco in questi 10 punti:

  1. Contenuti generati automaticamente
  2. Comandi di reindirizzamento non ammessi, o status code errati
  3. Schemi di link
  4. Cloaking
  5. Testo e link nascosti
  6. Appropriazione di contenuti (e duplicazione)
  7. Programmi di affiliazione
  8. Uso di parole chiave in eccesso
  9. Spam generato dagli utenti
  10. Segnalazione di malware

 

In sostanza oltre a rispettare le linee guide per i motori di ricerca dobbiamo rispettare soprattutto l’utente e cercare di rendere il sito il più usabile possibile, rendendo così l’utente felice di esser passato nel nostro sito ed aiutandolo a ricordare il nostro brand.

Da Febbraio 2017 infatti con l’avvento del Fred Update, anche il numero di ricerche che un brand genera mensilmente ha impatto nell’algoritmo di ricerca.
 

Quanto ha senso parlare oggi di SEO On Site e Off Site? Esiste ancora questa differenza?

 

Esiste ancora questa differenza si, in quanto per la parte SEO Off Site se si vuole farla come dio comanda bisogna aver un discreto budget alle spalle.
 

Anche in Italia ora questa attività della SEO conta tantissimo. Oltre a fornire consulenza SEO ai clienti, abbiamo un network di circa 150 siti e con i test che settimanalmente svolgiamo possiamo notare che soprattutto da 2 anni a questa parte, l’attività di backlink / digital PR fatta bene porta risultati quasi immediati.
 

Ovviamente dipende dal settore, certo, ma nel 2018 anche in Italia l’attività SEO Off Site deve per forza essere integrata in una strategia di consulenza SEO, che tu sia una banca o un’azienda per smaltimento toner.
 

Prima di partire con la parte SEO Off Site, il sito dovrà essere ok per la parte On Site, altrimenti il budget e le risorse allocate per la parte Off Site porteranno sicuramente meno risultati.
Anche Google, nell’ultimo esame relativo al Google Digital Trainer, ha inserito proprio un capitolo relativo alla Link Building, segno che è uno dei fattori imprescindibili per capire alla lunga la bontà di un sito web.
 

Content, relazioni (che si tramutano in link) ed esperienza utente sono da sempre i tre pilastri principali della SEO. Che consigli daresti a un giovane che vuole avvicinarsi a questo tipo di professione? Quale tipo di percorso consigli di affrontare per costruire una figura professionale così completa?

 

Lato SEO (come ben sapete) ci sono scuole di pensiero diverse, ma per quel che riguarda me, direi di studiarsi per bene prima il manuale delle reti e come funzionano gli status code, per poi passare ad un corso di HTML e di programmazione base.
Successivamente la strada sarà in discesa.
 

La cosa più importante soprattutto per la SEO è la passione e la costanza.
Senza la passione non fai strada in questo ambito, senza la costanza di testare e sporcarsi con mani su progetti propri idem, perché magari ti potrà andar bene un anno, ma prima o poi se non testi e non hai le competenze le magagne ed i danni che puoi combinare sono inimmaginabili.
 

Ricordiamoci che se sbagli con il PPC, chiudi il rubinetto degli euri e cambi la campagna, se sbagli con il consulente SEO, prima di recuperare una penalizzazione possono passare anche diversi mesi o anni.
 

Si sente spesso parlare di vanity metrics e di sistemi di misurazione delle performance online: esistono dei KPIs univoci per la SEO? Visite e/o posizionamento?

 

KPIs univoci potrebbero essere le sessioni e gli utenti che arrivano al sito, ma senza l’obiettivo di portar alla conversione questi nuovi utenti, sono metriche fine a se stesse.
 

I tool SEO che vi sono in rete sono molto validi per sapere e conoscere il posizionamento delle keyword, su quali puntare per incrementare il traffico del sito, ma sono quasi inutili per quanto inerente la stima del traffico, perché lì è un vero e proprio lancio dei dadi.
 

Già Google ritorna delle stime per il singolo volume di ricerca delle keyword, figuriamoci poi che grafici compaiono in questi tool che si basano su stime di stime 😉

Vi sono comunque ottimi tool sia per la SEO On Site che per quella Off Site, anche se il tool più importante che abbiamo rimane sempre il cervello.
 

Cosa non deve mancare nella cassetta degli attrezzi del marketing manager che vuole massimizzare la SEO del proprio progetto web?

 

Dipende sempre dal settore di appartenenza del progetto, se parliamo di finance e gambling quello che non deve mancare è un bel budget per la campagna di Link Building e Digital PR.
 

In realtà gli strumenti base come Google Search Console e Google Analytics sono sempre la base di partenza per la buona riuscita di un progetto, poi se il progetto decolla e vi sono margini allora i primi tool che mi vengono in mente sono:
SemRush, aHrefs, Screaming Frog e SeoZoom (solo per il mercato Italia).
 

Quali sono a tuo parere le 3 parole chiave del futuro per la SEO?

 

  • Voice Search
  • Digital Pr (ed Awareness)
  • Usabilità

 

A ottobre arriva a Padova il Web Marketing Expo. Che cosa ti aspetti e cosa noi dobbiamo aspettarci da questo evento?

 

Ah sicuramente mi aspetto una grande performance da parte di Giorgio 😉
Quest’anno, come del resto ogni anno, abbiamo grandi aspettative perché forse mai come ora ci rendiamo conto di come il Digital Marketing stia cambiando, basti pensare ad Amazon, al Machine Learning e all’esplosione del Neuro Marketing.

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