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il-mestiere-di-scrivere

Photo Credits: Shutterstock

 

Il 26 Novembre al Centro Congressi Villa Fiorita di Monastier di Treviso è andata in scena la prima edizione del MARKETERs Festival  e noi di Marketing Arena eravamo presenti.

Tanti gli ospiti presenti: dal nostro Giorgio Soffiato che ha analizzato i trend social del 2017 ad Anthony Smith, executive business coach, che ha incantato la platea con il suo carismatico intervento a Francesca Milano, giornalista e social media editor de Il Sole 24 Ore, Simona Portigliotti, Manager di Nintendo – GameStop, Andrea Pizzola, Sales & Marketing Director di Pixartprinting e Marco Ziero, CMO e co-owner di MOCA Interactive.

Come non citare, poi, Luisa Carrada, editor e docente di scrittura professionale:

“Sempre in bilico tra carta e digitale. Quando non scrive, insegna alle aziende a ideare, smontare e rimontare testi, e a trovare il loro unico e inconfondibile tono di voce”

con la quale abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere!

Curiosi di scoprire cosa ci ha raccontato? Eccovi l’intervista.

Una delle maggiori difficoltà che si riscontra quando ci si ritrova a scrivere sta nel trasferire i propri pensieri in una pagina bianca. Quali sono i tuoi consigli per superare questo scoglio?

La ricerca e la pianificazione hanno un ruolo assolutamente centrale: quando mi ritrovo a scrivere per lavoro, soprattutto per clienti importanti o per nuove realtà, cerco di non arrivare mai a ridosso della scadenza. Prima di tutto, quindi, mi documento e analizzo le realtà concorrenti tenendo sempre ben presente qual è il problema del cliente e il suo obiettivo finale: mappe mentali e appunti mi aiutano moltissimo ad avere sempre il quadro completo della situazione.

La scrittura, in sè, mi porta via poco tempo al contrario della revisione che mi impegna sempre moltissimo. Si tratta di una fase piuttosto delicata, paragonabile al Labor Limae degli antichi: leggo, sposto, limo in modo estremamente artigianale fino ad arrivare un testo perfettamente rispondente ai miei obiettivi.

Qual è il giusto equilibrio tra SEO e “Scrittura per gli utenti”?

La ricerca di parole chiave e un lavoro sulla parole di “coda lunga” in realtà è imprescindibile per un bravo copy, al di là della SEO.
Io ho sempre lavorato con le parole chiave, anche quando non si parlava di SEO. Quando si lavora per un brand non si può prescindere dallo studio dell’area semantica: la mia priorità resta comunque la qualità dei contenuti e il posizionamento naturale delle parole chiave.

I soli contenuti organici, su Facebook, non sono più sufficienti: per ottenere visibilità e raggiungere gli utenti è necessario affidarsi all’Advertising. Come rendere persuasivo il copy pubblicitario evitando forme e Call to action ormai trite e ritrite?

Il problema è riuscire a fare a meno della classiche CTA: “Scopri di più”, ad esempio, dovrebbe finire direttamente nella black list di ogni bravo copy.
Il linguaggio e il mondo che ci circonda ci forniscono mille esempi da cui attingere: perché non sfruttarli? La frase fatta e i cliché non solo risultano inizialmente freddi ma finiscono per diventare stantii.
Attirare l’attenzione degli utenti è più semplice di quanto si pensi: perché non rivelare loro qualche particolare di cui siamo, necessariamente, a conoscenza così da indurli “naturalmente” a scoprire di più?

Io credo molto nel valore dell’anticipazione: la scrittura sul web è stratificata, scrivere sul web significa scrivere l’intero percorso dell’utente. Più noi anticipiamo qualcosa a livello superiore, più attiriamo l’utente nella pagina di destinazione: per scrivere bene e in maniera efficace è davvero indispensabile avere sempre ben chiara la customer journey.

Immagini e video sono sempre più centrali nel web: come conciliare le tradizionali forme di scrittura testuale con una comunicazione sempre più Visual?

Se pensiamo alle nostre origini e a come, per interi millenni, parole e immagini fossero unite in uno splendido sposalizio la risposta viene da sé.
Le parole servono a connettere, ad incorniciare e contestualizzare un contenuto multimediale: è un grandissimo aiuto quelle che parole e immagini ricevono uno dall’altro.

Il prossimo passo sarà lavorare sulla voce: pensate a Siri e agli assistenti vocali.
I grandi brand stanno lavorando da molto sul recruiting di bravissimi linguisti in grado di trascendere la voce sciatta tipica del parlato e di parlare in modo davvero efficace agli utenti. Ci saranno, insomma, sinestesie che prima non c’erano.
Con la scrittura, insomma, siamo davvero solo all’inizio: è necessario diventare sempre più flessibili.
La parola va frequentata leggendo molto, in maniera intelligente e sviluppando lo spirito critico, solo in questo modo riusciremo a seguirne la naturale evoluzione.

Serve anche a te? Pensi che la tua azienda ne abbia bisogno?
 

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