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Real Time Bidding

Real Time Bidding via Shutterstock

Da circa un paio di anni il mondo dell’advertising online sta vivendo un nuovo trend chiamato Real Time Bidding (RTB).
Sempre più consulenti ed agenzie stanno proponendo questo servizio ai loro clienti, che stando a recenti ricerche raggiungerà una quota di spending di 20 Billions nei soli USA nel 2016.

Ma come ogni nuova tecnologia ha bisogno di un certo tempo di adozione, dove ovviamente nascono dibattiti e dubbi sulla stessa.
Per fugare alcuni dubbi proverò a spiegarvi da dove arriva questa nuova metodologia di Display Advertising e soprattutto…che cos’è!

 

C’era una volta… o meglio, c’era solo Google

Fino a qualche tempo fa Google e la sua rete di partners detenevano il monopolio dell’advertising online.
La pubblicità la si faceva o su Rete Search o su Rete Display.
Questo monopolio era solo apparente (parlando di Rete Display), perché dipendeva dalla scarsa organizzazione di tutti quegli spazi che non erano proprietà di big G.
Publishers e Advertisers non avevano una regolamentazione di questi spazi inutilizzati, lasciando così inutilizzata una grandissima opportunità.
Google nel frattempo, tramite i cookie che raccoglievano meta data, permetteva una gestione precisa e completa del Display Advertising.

 

Arriva il RTB

Per porre fine al monopolio Google (o meglio, per arginarlo) sono nati i primi sistemi di Programmatic Advertising, che tramite l’utilizzo di Dati provenienti da terze parti (Third Party Data presi da altri siti web) possono targettizzare i vari tipi di audience ai quali mostrare nel modo più pertinente possibile le Ads.

 

Tecnicamente come funziona il RTB?

Wiki dice:

“Real-time bidding (RTB) refers to the means by which ad inventory is bought and sold on a per-impression basis, via programmatic instantaneous auction, similar to financial markets.”

In poche parole: tramite l’utilizzo di piattaforme specifiche (gestite da un particolare algoritmo) gli advertiser possono partecipare ad aste, della durata di alcuni millesimi di secondo, che mettono in palio i vari posizionamenti offerti dai publishers in modo da poter mostrare le proprie Ads (con un meccanismo ad Impression) all’audience selezionata.

Gli attori che entrano in gioco in questo processo sono principalmente:

  • AdExchange: spazi paragonabili a mercati digitali che permettono la compravendita degli spazi pubblicitari
  • DSP: Demand Side Platform, ovvero software che l’advertiser utilizza come interfaccia per interagire con gli AdExchange per comprare spazi pubblicitari
  • SSP: Supply Side Platform, l’altra faccia della medaglia delle DSP. Questi sono gli spazi in cui i publishers possono mettere in vendita i loro spazi.

 

Che vantaggi ha il RTB per il vostro Business?

  • Il principale vantaggio è quello di riuscire a veicolare il nostro messaggio al giusto pubblico di riferimento tenendo a bada il bid (quindi i costi), tramite l’utilizzo di appositi algoritmi che ottimizzano il processo di asta.

 

  • Altro aspetto da tenere in considerazione è quello della Customer Journey sempre più Multi-Touch Point. Ogni utente prima di compiere una conversione effettua svariate interazioni e su differenti tipi di media, è quindi bene presidiare tutti i posizionamenti in target nel modo giusto per aumentare la propria potenza di fuoco.

 

  • Last but not least: la saturazione dei canali “tradizionali”: su Facebook e Google ormai “ci sono tutti”, questo significa che la concorrenza cresce e di conseguenza anche il CPC e il costo generale delle nostre azioni di marketing, è bene quindi pensare a diversificare l’investimento sostenuto.

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