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e-democracy

e-residency – via Shutterstock

In un mondo in cui, ormai, tutto è a portata di clic, in cui si può lavorare da qualsiasi parte del mondo e con qualsiasi parte del mondo, i confini fisici delle nazioni sono sempre più labili, e con essi vacilla sempre di più anche il concetto di residenza, visto che il web consente cose che fino a qualche anno fa non si potevano nemmeno immaginare. In poche parole, ormai la cittadinanza digitale è la nuova frontiera da prendere in considerazione, soprattutto in ottica futura. E in questo scenario, ci sono già Paesi che si sono messi in moto per creare nuove modalità di fruizione dei servizi che non hanno più a che vedere con la residenza “fisica” di una persona. L’Estonia, infatti, è la prima nazione in Europa a parlare di e-residency.

Per capire meglio di che cosa si tratta, abbiamo intervistato Mikk Lellsaar: Executive Officer del Dipartimento dei Sistemi Informativi di Stato Estone del Ministero degli Affari Economici e della Comunicazione. Mikk ci ha gentilmente concesso un’intervista, nella quale racconta il programma di residenza elettronica che ha l’obiettivo di agevolare imprenditori e investitori. Ecco i dettagli!

Cos’è la e-residency e in quanto tempo si ottiene?
La Repubblica d’Estonia è il primo Paese che offre la e-residency: un’identità digitale transnazionale disponibile per chiunque, nel mondo, sia interessato a gestire il proprio business online, indipendentemente dalla location in cui si trova. La e-residency inoltre, permette di usufruire di servizi digitali sicuri e convenienti per aumentare la credibilità e la fiducia online. L’iter completo non impiega più di un mese di tempo.

Perché è nata la e–residency?
Il governo estone ha promosso la e-residency per dare impulso allo sviluppo del Paese, oltre a far crescere la nostra economia ed il mercato digitale con nuovi clienti in modo da trainare l’innovazione e attrarre nuovi investimenti. Senza contare che la e-residency semplifica la vita e rende più efficiente il business a chi già ha relazioni commerciali con l’Estonia.

Mi pare di capire che in questo contesto il concetto di cittadino e quello di cliente vengano considerati alla stessa stregua: lei cosa ne pensa?
Residenti ed e-residenti estoni sono certamente fruitori degli e-services del governo (apertura di una società, firma elettronica, ecc.). Il progetto e-residency offre nuove opportunità di business per le aziende private e fornisce un’identità digitale protetta.

Voglio ottenerla: cosa serve?
Per cominciare bisogna andare sul sito, compilare il modulo online, caricare la tua foto e la foto del tuo documento di identità. Passerai poi ad elencare i motivi per cui richiedi la e-residency ed effettuerai il pagamento della tassa governativa di 50 euro.
La ragione per cui chiediamo la motivazione della tua richiesta è quella di avere una visione generale di chi si candida per la e-residency: vogliamo limitare i rischi e condurre dei controlli preventivi per evitare un uso improprio dell’identità digitale infine, potrai scegliere l’ambasciata estone più vicina presso la quale andrai a ritirare la tua e-residency card e dovrai solo restare in attesa della notifica.

Di cosa si compone il kit della cittadinanza virtuale?
Riceverai una smart card, uno speciale lettore USB di smart card ed un codice PIN sostituibile.

Dunque, si diventa cittadino estone?
No, la e-residency ti dà prova della tua identità digitale consentendoti di usufruire degli e-services estoni.
Potrai dunque firmare documenti digitalmente, criptare e trasmettere documenti in tutta sicurezza, aprire una società estone online in un giorno, amministrare la società da qualsiasi parte del mondo, effettuare trasferimenti di fondi, gestire servizi di e-banking da remoto, avere accesso ai fornitori di servizi di pagamento online, effettuare la dichiarazione dei redditi online, ecc.
La e-residency non dà cittadinanza estone, residenza fiscale, permesso di soggiorno per entrare in Estonia o in Unione Europea.

Ok. Non si è cittadino estone, vogliamo sapere a questo punto cosa permette di fare la e-residency?
– Aprire e amministrare una società online
– Effettuare tutte le operazioni bancarie online, ad esempio bonifici online
– Effettuare la dichiarazione dei redditi online
– Ottenere la firma digitale dei contratti e per altri tipi di documentazioni interne (es: bilanci), e con società terze
– Avere accesso ai fornitori internazionali di servizi di pagamento online
Tutto questo può essere fatto economicamente e senza problemi, senza la necessità di assumere alcun amministratore o rappresentante locale (sempre che non se ne abbia la necessità, naturalmente).

Esistono criteri di esclusione: chi non può ottenerla?
La e-residency è aperta a tutti.
In ogni caso per limitare i rischi, l’Estonia condurrà dei controlli preventivi su coloro i quali desiderano candidarsi per evitare un uso improprio dell’identità digitale.

La sua opinione sui punti di forza e di debolezza dell’iniziativa.
Il nostro governo sta sviluppando e-residency come start-up.
La fase iniziale è stata snella e veloce e stiamo lavorando con costanza per migliorare ed ampliare l’offerta. La e-residency è attualmente in fase Beta ed è pubblica: tutti gli utenti sono liberi di richiederla, e sono invitati a fornirci un feedback che forniscano indicazioni utili per un continuo miglioramento.
Al momento non tutti i nostri e-services sono ancora pronti e siamo immersi in un processo di miglioramento continuo. Non abbiamo ancora raggiunto risultati tali da indicare con certezza che sia stato un successo, ci stiamo provando!

Siete la terra promessa degli startupper: ha dei dati da fornirci in questi termini? Da quando è stata attivata, quante aziende sono nate? E che tipo di business hanno intrapreso?
Al momento ci sono più di 200 imprese in Estonia intestate ad e-residents, e più di 50 nuove altre sono state aperte. Sfortunatamente non ci sono ancora statistiche sull’andamento economico e su qual è il loro core business.

Ci sono aziende italiane?
Ci sono circa 50 e-residents provenienti dall’Italia, e sono abbastanza sicuro che tra questi ci sia qualche utente che gestiva già aziende in Estonia.

La tassazione: come funziona e dove si pagano le tasse?
E-residency non cambia il tuo domicilio fiscale. L’imprenditore dovrà pagare le tasse presso il paese nel quale esercita i propri affari. L’Estonia con la e-residency mira ad offrire un modo facile per gestire un’affidabile azienda online, è questo l’ obiettivo.

Una iniziativa del genere in Italia secondo lei sarebbe possibile?
Ci sono già dei paesi che stanno seguendo la nostra iniziativa.
Devono esserci determinate condizioni di partenza per innescare un tale tipo di processo: in primo luogo è necessario avere delle infrastrutture IT sicure ed affidabili, saranno fondamentali inoltre una sicura eID ed un e-services adeguato (servizi digitali sicuri che permettano di aprire un’azienda o un conto corrente online in modo agevole).
Fondamentalmente devi avere qualcosa da offrire agli e-residents e loro devono avere fiducia in te.
Nel nostro caso stiamo offrendo un sistema fiscale chiaro e semplice, che offre la possibilità di gestire la propria azienda in modo efficiente anche da remoto.

A cosa porterà secondo lei la e–residency in futuro?
La nostra vision è quella di offrire ai cittadini di tutto il mondo, a prescindere dalla nazionalità o location, un modo semplice ed efficace per gestire al meglio un’azienda affidabile online.
L’Estonia potrebbe diventare una community di 10 milioni di e-residents entro il 2025, forse anche di più!

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