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Ho trovato un articolo interessante che voglio condividere ed integrare con un po’ di riflessioni applicate alle PMI italiane.

Il caso di partenza è che da un lato SAS, una società di software per il business, aveva pecore che pascolavano sotto i pannelli solari sul suo campus della Carolina del Nord, mantenendo l’erba regolare.
D’altra parte, aveva dipendenti che voleva tenere coinvolti..

SAS ha messo le due cose assieme, e ha creato il concorso “Dai il nome alla pecora”, in cui il personale ha votato tra le opzioni Buttercup e Lilly. (!)

Secondo Ragan’s Social Media for PR and Corporate Communications, i concorsi come questi possono essere utilizzati per raccogliere foto e storie, per favorire il coinvolgimento dei dipendenti nella narrazione aziendale e in altre aree di comunicazione interna.

Vediamo qualche consiglio rispetto alla loro esperienza.

1. Spazio dedicato nella intranet

In SAS hanno un’area della intranet preposta a raccogliere, foto, video e link come archivio per il team che si occupa di comunicazione.

Non so se in una realtà più strutturata e con molti dipendenti sia più facile rispetto alle PMI, indirizzare e attivare il pensiero di dipendenti e collaboratori a inviare storie o immagini, almeno per la legge dei grandi numeri immagino di si.
Di sicuro deve essere un pensiero fisso di chi si occupa di comunicazione attingere a nuove narrazioni partendo dall’interno e “contagiare” i colleghi a fare mente locale su ciò che li circonda.
Una possibile soluzione? Formare persone alla narrazione, o assicurarsi che le storie raccolte siano ben realizzate/elaborate da qualcuno addestrato in narrazione, non necessariamente qualcuno delle P.R. o della comunicazione. L’attivazione alla narrazione © deve essere riconosciuta come una compenza trasversale ai ruoli!

2. Utilizzare un modulo stampato

In una società di assistenza sanitaria, come Kaiser Permanente, e forse anche in quelle dei tuoi clienti, i dipendenti non sempre si rendono conto di essere di fronte a una grande storia, perché sono concentrati sulla risposta in prima linea.
Loro usando un modulo che inizia così::

“Io lavoro in ______ reparto. Stiamo lavorando su _________. Abbiamo incontrato _______… È successo che ______________”.

In questo modo raccolgono materiali incredibili, alcuni usati solo internamente, altri che finiscono sul blog esterno di assistenza sanitaria.

3. Fornire uno strumento interattivo narrazione

La versione avanzata del punto 2. è un modulo interattivo in cui si spezza una storia in quattro semplici parti:

  • C’era una volta: l’introduzione. Impostare lo stadio iniziale, dove parte la tua storia?
  • Improvvisamente: i personaggi della storia si trovano ad affrontare una sfida.
  • E poi: i personaggi intervengono per affrontarla.
  • Vissero felici e contenti: com’è che tutto ha funzionato alla fine?

Questo mi sembra applicabile e traslabile anche alle nostre realtà. Quando faccio formazione mi stupisco della capacità di generare idee e “unire i punti”, anche da persone che fanno parte di diverse aree aziendali, che hanno punti di vista diversi ma integrabili con chi si occupa di comunicazione.

4. Creare un database di storie

Con i suoi  form e moduli, Kaiser Permanente raccoglie informazioni in merito ai risultati positivi e crea un database di storie che può utilizzare. Lo staff della comunicazione poi chiama l’ autore per vedere se il paziente è disposto a raccontare la sua storia. Se accetta ne scrivono una o filmano un video.

5. Creare una campagna interna

La Federal Reserve Bank di Chicago ha creato una campagna di branding chiamato We Serve, e ha ottenuto che la gente dicesse quello che ha fatto di interessante, ha detto Karan Chandler, assistente vice presidente della comunicazione interna della  Fed di Chicago.

Questo attività è miscelata anche a esperienze personali: “Riteniamo che sia più duratura e più memorabile se si connette una persona alla sua esperienza e il cliente ci si può riconoscere più facilmente” racconta Mr. Chandler.

6. Andare in giro per l’azienda

Chi si occupa di comunicazione non può solo aspettare che le storie arrivino alla sua scrivania, deve spostarsi con post-it e macchina fotografica per andare a caccia di spunti.

Questa la conosciamo bene, il punto di partenza è la “famosa macchinetta del caffè”!
Stai già usando per la tua azienda o per i tuoi clienti alcuni di questi spunti?
Hai storie a lieto fine da raccontarci a riguardo? 🙂

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