Considero il fatto di poter insegnare un privilegio raro, non solo per la possibilità di incontrare persone (magari andare al campetto in pantaloni corti potrebbe essere più divertente), soprattutto perché una giornata (in questo caso due) di confronto con persone intelligenti chiama “a nudo” sul palco della competenza, e quindi nonostante non sia la prima volta, e nemmeno la seconda, l’esperienza d’aula è sempre interessante. Marketing non convenzionale e web 2.0, temi forti. L’articolo del giorno ho deciso, questa volta, di scriverlo. Attingere a mani basse dai vari minimarketing, tagliablog etc.. non può sempre darci da mangiare, ogni tanto bisogna pensare.

Parto con una domanda: esiste ancora il marketing convenzionale? O meglio, è mai esistito? Fossi figo (diceva Elio), dovrei risultare didascalico all’ossessione e passare la mia giornata a scandire concetti come:

  • viral marketing
  • ambush marketing
  • green marketing
  • web 2.0 (uff!)
  • marketing mediterraneo
  • marketing blu
  • marketing 9.0 strategia incrociata 28
  • etc..

Non lo farò. Mi sono chiesto cosa mi piacerebbe portassero a casa i partecipanti, e la mia risposta è: un briciolo di strategia. Se è ormai assodato il fatto che ignorare il web è deleterio come surfare a 10 minuti da un tornado, si comincia a intravedere anche la situazione opposta: aziende che si buttano a capofitto sul web con strategie senza capo e coda e lamentano poi risultati alla meglio pietosi. E’ obbligatorio pensare a quello che si fa, e destinare i budget di comunicazione all’interno di un mix che tenga conto della reputazione dell’azienda, delle vendite, del prodotto etc.. ma soprattutto degli obiettivi da raggiungere.

Parlare di marketing convenzionale ci porta al rischio ossimoro, il copy di Avis “contro” Hertz era unconventional parecchi anni fa, cosi come lo spot del primo maggiolone (quello del funerale)

Probabilmente il marketing non convenzionale non è altro che un messaggio originale portato con rispetto del destinatario in contesti non sempre usuali ma non per forza di interruzione, uno “show” ogni tanto che va però integrato in una più robusta ma creativa strategia. Se capiremo questo, potrò tornare a casa tranquillo..