Hitler quiere contratar GiorgioFasulo (CV Creativo) from giorgiofasulo on Vimeo.

Abbiamo parlato di recente di formazione, università e prospettive future, proprio in aula ho avuto la possibilità di misurarmi con alcuni studenti neo laureati e non, tutti pronti a mettersi in gioco per fare il salto di qualità. Due dati di fatto:

L’università è per molti un parcheggio: 5, o meglio 7/8, anni di semi-riposo tra esami a scelta e corsi frammentati, poca voglia di accedere ad uno sviluppo del proprio percorso formativo “proattivo e virtuoso”.

Anche i master faticano: il rischio è quello di condensare gli stessi contenuti di una laurea specialistica in un anno o meno e di veder sgretolato, a causa della crisi, l’unico punto di forza realmente esistente, le possibilità di placement offerte.

In un quadro cosi complesso quello che anche chi legge chiede è: ottimo ma che si fa? Ho provato a portare in aula soluzioni un pò diverse rispetto al classico modello di teoria + esercitazione chiedendo a Matilde, Sara, Francesca, Domenico, Giulia, Angela e Pietro di sviluppare delle idee e delle presentazioni e di mettere nella propria cassetta degli attrezzi tutti quei tool che oggi non fanno di certo trovare lavoro ma almeno permettono di “parlare la stessa lingua” di chi i curriculum cartacei ha smesso di guardarli da un pezzo. Il risultato sono state 4 presentazioni di assoluto valore, certo da affinare ma davvero interessanti, che hanno toccato le tematiche legate al personal branding, alle imprese culturali e al marketing nel sociale. Credo di aver davvero imparato molto ieri con esempi molto gustosi, come il curriculum creativo sopra riportato.

Dedicherò un post ai vari interventi, ciò che mi preme in questo momento è far passare un pò i fiducia: è innegabile che in questa fase la torta sia più piccola, ma le fette possono essere più grandi se il mercato della formazione e l’offerta di lavoro si auto-regolano aggiungendo un pò di meritocrazia. Mi rendo conto che stiamo parlando di effetti positivi di una catastrofe generale e questo mio post non vuole toccare argomenti come il lavoro di chi da 20 anni è in fabbrica o di chi ha tutte le carte in regola per sfondare e non ce la fa, nel primo caso è probabilmente “chi comanda” a dover intervenire, nel secondo è solo un biglietto aereo a poter cambiare la storia di persone eccezionali in un paese ad oggi mediocre.

Ieri però l’impressione è stata positiva, con un pò di fiducia (in sé stessi prima di tutto) le cose possono cambiare in meglio, ai formatori il compito di mettere sul tavolo quel qualcosa in più per alzare l’asticella.