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Web Marketing Festival 2016: probabilmente lo spazio più stimolante per un digital marketer interessato alle ultime novità del mondo web. Stiamo parlando dellevento Made in Italy con sede a Rimini che è stato il cuore pulsante del Digital Marketing nei giorni dell’8 e del 9 luglio. In quei giorni il Palacongressi di Rimini ha preso vita grazie alla presenza di numerosissimi partecipanti, a partire dai prestigiosi relatori, fino agli appassionati e agli addetti ai lavori che ogni giorno lavorano nel campo del digital marketing. 

Novità di questa edizione è stata la comparsa nel programma del Festival anche di temi come lo sport e l’editoria, inoltre, a completare l’offerta formativa, erano presenti ben sei relatori internazionali.

Fra i vari relatori dell’evento era presente anche Alessandro Facco, performance manager, che nel suo intervento si è occupato di illustrare le “web strategies in contesti non lineari” argomento destinato all’area tematica di Pianificazione e Strategia. 

A questo punto sorge spontanea una domanda: “cosa ci portiamo a casa da questo evento?”

Gli spunti sono stati molti: dalla User Experience alla creatività come elemento di riuscita di una campagna ma ciò che sento di consigliarvi sono tre tool che bisogna assolutamente imparare ad usare:

 

1. HotJar

Con HotJar. si può avere un quadro completo di come gli utenti si comportano all’interno delle pagine web attraverso heatmaps dei clic nelle pagine (o dei tap da tablet e mobile), heatmaps dei movimenti del mouse e degli scroll delle pagine dai vari dispositivi, recording, form e pools and surveys.

  • Le heatmaps (le mappe di calore) aiutano a capire cosa desiderano e cosa cercano gli utenti all’interno della pagina web: quali elementi e quali zone attirano maggiormente la loro attenzione e quali elementi non riscuotono il dovuto successo.
  • I recording (le registrazioni) sono un eccezionale strumento che registra in un video il comportamento dell’utente nella pagina. Con il recording degli utenti si riesce ad evidenziare subito eventuali problemi di usabilità o eventuali passaggi poco chiari o poco intuitivi.
  • I form proposti da questo tool analizzano come si comportano gli utenti nella compilazione dei moduli e aiutano a capire se ci sono troppi campi obbligatori, se il form è troppo complesso e articolato, quali campi non obbligatori vengono più spesso lasciati in bianco o quali le persone non sono più propense a compilare.
  • I Pools and Surveys (i sondaggi) permettono di inserire un sondaggio nel momento in cui l’utente ha abbandonato il sito chiedendo perché se ne sta andando o se ha trovato le informazioni che cercava. Questo per ottenere risposte concrete alle molte domande sull’abbandono del sito che altrimenti non troverebbero facile risposta.

 

2. Talkwalker

Il secondo tool che mi sento di suggerirvi è Talkwalker, una piattaforma di social monitoring per quantificare il buzz, la viralità e l’engagement dei contenuti. Talkwalker, sia nella versione gratuita che a pagamento, è un tool di social media monitoring potente e semplice da usare.

Talkwalker si propone come un ottimo strumento per trovare nuovi spunti per i post, per individuare gli influencer del settore e anche per monitorare la concorrenza. È un tool molto utile anche per gestire la reputazione online perché fa il tracking delle conversazioni sui social.

 

3. KeywordTool

Il terzo tool che vi può essere utile è KeywordTool ed è uno strumento che consente di conoscere quali sono le parole chiave più utilizzate dagli utenti per effettuare delle ricerche. Attraverso questo strumento è possibile quindi sapere quali sono i termini più utilizzati. È un tool molto semplice ma allo stesso tempo imprescindibile per la SEO. Unica pecca di questo tool è che i volumi di ricerca sono oscurati e non è possibile vedere quelle che sono le keyword più cercate e in questo modo utilizzarle, tuttavia rimane comunque molto utile almeno per avere un’idea di quelli che sono i gruppi di parole più cercate.

 

Dunque tirando un po’ le somme dell’evento possiamo dire che è stato un evento: imperdibile (chi non c’era si è perso un gran spettacolo), stimolante (troppe le conferenze che meritavano di essere viste), vivace (l’entusiasmo dei partecipanti era contagioso), caldo (oltre alle giornate caldissime davvero caldi erano i diversi temi toccati) e soprattutto social (ci sono stati tra tweet, post su instagram, facebook, snapchat più di tre mila pubblicazioni!).

E allora… Buona la quarta (edizione)!

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