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Mi esce spontaneo un sorriso ogni volta che sento qualcuno che si definisce esperto di email marketing. È più forte di me. Mi domando se qualcuno, qualche decennio fa, ha mai esibito orgoglioso un biglietto da visita con su scritto “radio marketing manager” “rivista patinata marketing manager” o “cartellone 6×3 marketing manager”.

Ma ci sta, capisco che sia un modo per sintetizzare in modo ermetico un certo tipo di professione. Ricordo con piacere le parole di Gianluca Diegoli a questo proposito: “ogni prefisso alla parola marketing è tendenzialmente una cazzata”.

ll sorriso diventa grassa risata quando sento parlare di funnel marketing, soprattutto in un momento storico in cui parlare di funnel, forse, non ha poi così senso (se ne parla molto bene in questo articolo, come anche in questo).

O meglio, non ha senso nel momento in cui è uno strumento a forzare il pensiero e quindi le attività, e non il pensiero a guidare nella scelta dello strumento. È uno dei vizi capitali che con più ricorrenza si vedono in questo mondo: troppa focalizzazione sullo strumento, sulla tecnologia, che per definizione in questo periodo storico ha un tempo di obsolescenza drammaticamente elevato (sul tema consiglio vivamente “the Game” di Baricco).

Tutto ciò è particolarmente attuale nel mondo B2B, all’interno del quale si stanno vivendo trasformazioni simili a quelle vissute nel B2C qualche anno fa: basti pensare che 2 buyer su 3 preferiscono acquistare direttamente da e-commerce piuttosto che interfacciarsi con un rappresentante commerciale “fisico”, secondo uno studio Forrester

E poi, come dice anche Google: “Most journeys don’t resemble a funnel at all”. E quindi perché non ampliare lo spettro di analisi e guardare anche fuori dal tanto osannato funnel? E se tornassimo a parlare con i nostri clienti, comprendendo sempre più a fondo le dinamiche sociali e culturali che guidano i loro comportamenti? Perché non riprendere anche a guardare dentro le nostre organizzazioni, ragionando su competenze e management del team (si, i silos ci sono ancora e sono più granitici che mai)? E se i dati li guardassimo ed analizzassimo veramente? La sensazione è che siano questi i punti sui quali si giocherà la partita dei prossimi anni. 

Ci crediamo così tanto che attorno a queste tematiche stiamo organizzando la terza edizione del B2B Day. Sempre a Milano. Sempre una mattinata di speech tra marketing manager, imprenditori, professionisti ed accademici. Sempre tanta carne al fuoco. Sempre un solo obiettivo: condividere valore.

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