immagine-1.pngGiornata divertente e ricca di spunti quella trascorsa oggi al VeneziaCamp dove si è parlato di web 2.0 e Social Media Marketing. Personalmente ho avuto l’occasione di presentare per la prima volta Intarget WOMM, la nuova business unit di Intarget.net dedicata al social media marketing, ma il parco interventi era di assoluto valore grazie alla presenza del Prof. Finotto dell’Università Cà Foscari, di Matteo Molon di Dainese e di Marco Ziero e Lorenzo Calgaro di Moca Interactive, il tutto sapientemente moderato da Luca De Pietro di Venice International University e Marco Bovo del meta distretto digitale veneziano.Il punto comune degli interventi, sfociati poi in discussione vera, è da ricercare nella voglia di trovare un’identità per il web 2.0 e un denominatore comune per le caratteristiche che lo compongono. Sostanzialmente abbiamo compreso che questi strumenti di marketing innovativo e partecipato ruotano attorno alla costruzione di racconti e conversazioni e che solo l’entrata di nuove leve (o di una nuova mentalità in azienda) può dare concretezza a progetti di frontiera ma assolutamente interessanti. Interessanti come la discussione finale che ha visto emergere tre asset:

  • denaro
  • passione e lungimiranza nella dirigenza
  • contenuti da proporre

la domanda è: a quale di queste è possibile rinunciare per costruire comunque una politica 2.0 di successo? Ovviamente a nessuno ma la risposta unanime è stata che in questo campo il denaro è meno fondamentale che altrove, anche e ovviamente la disponibilità di un budget è necessaria per dare vita a progetti di un certo livello.Da questa giornata porto a casa la sensazione che molte aziende abbiano compreso che questo nuovo web è quanto di più lontano c’è da una bolla o da una moda, è tempo quindi di rimboccarsi le maniche e cogliere le opportunità che il mercato offre..