In un mondo sempre più veloce e in continuo mutamento, anche un caposaldo come Google che sembrava inavvicinabile può vacillare.

Che sia dove andare a mangiare, un tutorial o un video sulla fisica spiegato da un professore influencer, i giovani effettuano gran parte delle ricerche online usando i loro social.

La cosa simpatica è che la notizia è stata divulgata da Google stesso, anticipazione di una ricerca interna più ampia diffusa a luglio 2022 dal vicepresidente Prabhakar Raghavan: il 40% di ragazze e ragazzi tra i 18 e i 24 anni usano Instagram e TikTok come primo accesso a news e informazioni.

Perché vi chiederete voi?

Se ve lo state chiedendo probabilmente siete un po’ più vecchi dei 24 anni.

La generazione Z, quella nata indicativamente tra il 1997 e il 2012, sta trainando sempre più il panorama economico-culturale: con nuovi trend che smuovono il mercato o nuovi modi di fruire ciò che il mercato già offre, tracciano la via da seguire anche per i brand.
Forse per la prima volta, in alcune scelte i brand seguono i giovani e non viceversa.

Spostano gli equilibri al punto che anch’io, dopo aver saputo di questa notizia, ho cominciato a vedere in modo diverso i social e ho effettuato alcune ricerche su Instagram e Facebook (sono un po’ più grande della Gen Z).

Per farvi capire quanto i giovani influenzino il panorama sociale, non è stato solo un “Proviamo a fare una ricerca sui social”, ma ho iniziato a percepirli come motori di ricerca alternativi quali sono, ho allargato il mio orizzonte, ho ripensato seriamente alle loro principali finalità.
Ed effettivamente funzionano!

Perché funzionano?

  1. La differenza principale: molti meno risultati rispetto a Google. Decine di migliaia, ma a volte anche solo qualche centinaio, contro i milioni per ogni ricerca fatta su Big G.
    Troppe informazioni e sempre meno tempo giocano senz’altro a favore di TikTok & Co.
  • La velocità di fruizione è senza paragoni. Ricercando info o hashtag su un social ci si presentano una serie di post molto più facili da consultare, realmente a portata di tap. Il tutto in un feed più intuitivo e rapido da interpellare di una SERP: a volte ancora prima del clic è possibile carpire le informazioni e scremare i post utili.
  • La tipologia di contenuto: il visual (e maggiormente il video che spiega) vince sempre più spesso sul testo. Già solo esplorare il feed di Instagram o TikTok è più piacevole di leggere le anteprime dei risultati di Google.

Possibili risvolti futuri

I social potrebbero non essere più solo il magico mondo della domanda latente, bensì potrebbero sfruttare l’onda, studiare come attrezzarsi per diventare i nuovi luoghi dove soddisfare la domanda consapevole degli utenti.

Lato marketing e investimenti, questo scenario probabilmente cambierà anche il modo in cui gli inserzionisti allocheranno il proprio budget, specie per quel segmento di pubblico più giovane poco avvezzo a Google.

Visto il tanto tempo che si dedica a queste piattaforme, ci si aspetta che l’algoritmo conosca ancora meglio l’utente: ha più dati, sa cosa vuole il fruitore, sa meglio cosa restituire nelle ricerche.

Cosa farà Google per invertire questa tendenza? Migliorerà l’esperienza utente, cambierà la sua storica interfaccia, o dopo un dominio incontrastato durato quasi 20 anni ci aspetta un futuro sempre più social?