Abbiamo capito dunque come il content marketing non sia né un’arte né una scienza esatta, ma in linea di massima la combinazione di entrambe. Avendo sempre sott’occhio i dati il content strategist occupa una posizione migliore per offrire non solo ciò che il pubblico desidera ma anche ciò di cui ha bisogno il brand, ovvero un target coinvolto. Una strategia di content marketing basata sui dati può essere inoltre non solo più efficace, ma anche più efficiente, incentivando il risparmio di tempo e denaro concentrandosi sui contenuti che più avvicinano l’interesse del pubblico a ciò che l’azienda vuole comunicare. In poche parole quindi occhio analitico e mano creativa: più si cercherà di alimentare la parte artistica facendosi guidare dai gusti e dalle preferenze riscontrati nel pubblico, più sarà di valore il risultato ottenuto.

Quando si parla di content marketing, viene naturale associarlo alla creatività e alla capacità di veicolare informazioni e messaggi attraverso l’elaborazione di contenuti originali. É vero, il content marketing è questo, ma non solo!
Un altro elemento essenziale che infatti non possiamo mai trascurare in una strategia di content marketing è il dato! Le decisioni che prendiamo devono essere data-driven, poiché tale prospettiva ci permette di identificare gli argomenti che realmente interessano al nostro pubblico e di ridefinire così la strategia per ottimizzare i contenuti trattati.

L’arte, la creatività e un’ottima capacità di scrittura non bastano quindi se dietro ad ogni decisione non vi è un’attenta analisi delle necessità e degli interessi del nostro pubblico.
Capiamo quindi quali sono le metriche a cui un content strategist deve sempre prestare molta attenzione per intercettare i bisogni del target e avere una maggiore consapevolezza dei suoi interessi.

ANALISI DEL COMPORTAMENTO DEGLI UTENTI SUL SITO WEB

Le principali metriche da esaminare per capire se i contenuti pubblicati risultano in linea con gli interessi del nostro target possono essere facilmente rilevate attraverso strumenti come Google Analytics.
Grazie ad un’accurata analisi dei dati possiamo intercettare i bisogni e le esigenze degli utenti: in particolare, possiamo individuare come e quanto gli utenti si siano interfacciati con il nostro sito web e quali siano stati gli argomenti di maggior interesse per il nostro pubblico.

É importante quindi prendere in considerazione KPI come:

  • Visualizzazioni di pagina
  • Tempo medio di permanenza in una pagina
  • Numero di visitatori unici
  • Pagine visualizzate per sessione
  • Frequenza di rimbalzo
  • Numero di visitatori nuovi e di ritorno
  • Contenuti più visualizzati
  • Sorgenti da cui proviene il traffico

Alcuni di questi dati, come ad esempio il tempo medio di permanenza in una pagina e i contenuti più visualizzati, sono in grado di fornirci un’intuizione immediata sull’apprezzamento o meno degli utenti per un determinato argomento. In linea di massima, per quanto riguarda il tempo medio di permanenza, se la durata della visualizzazione di pagina risulta troppo bassa significa che il nostro contenuto non è stato in grado di rispondere alle esigenze degli utenti o non si è dimostrato pertinente alle aspettative in relazione a quanto esplicitato nel titolo; viceversa, se il contenuto ha registrato un tempo di permanenza maggiore significa che molto probabilmente è riuscito a soddisfare i requisiti per cui gli utenti hanno deciso di visionare quella determinata pagina.

É chiaro dunque come monitorare i dati di Google Analytics sia davvero importante e utile per la scelta dei contenuti e dei canali attraverso cui veicolare ciò che vogliamo comunicare al nostro pubblico.
strategia_content_marketing_sito_web

ANALISI DEL COMPORTAMENTO DEGLI UTENTI SUI SOCIAL NETWORK

Oltre alle metriche misurabili sul sito web attraverso Google Analytics, altri dati da prendere in considerazione per definire una strategia di content marketing efficace si possono ricavare dall’engagement, ovvero la quantità di like, condivisioni e commenti ricevuta dagli utenti in relazione ai contenuti pubblicati sui social network.
In questo modo, dal coinvolgimento del pubblico intorno ad uno specifico contenuto, il content strategist può essere in grado di desumere il livello di apprezzamento verso determinati argomenti e quindi effettuare valutazioni future più in linea con il pubblico di riferimento.
Un ampio bacino di utenti a target all’interno della fanpage e allo stesso tempo un basso numero di interazioni rappresenta ad esempio una situazione poco entusiasmante dovuta molto probabilmente alla scelta di contenuti o formati non rispondenti alle esigenze degli utenti.

Se nella comunicazione di un messaggio sui social network la creatività è dunque indispensabile, la capacità di interpretare i bisogni degli utenti attraverso i dati è altrettanto importante: un costante monitoraggio quindi sulle reazioni degli utenti, sulle tipologie di formato più apprezzate e sui canali più utilizzati a seconda anche del settore di riferimento deve essere alla base di ogni content strategy che voglia essere efficace.

ANALISI DEL TREND E DEL COMPORTAMENTO DEI CONCORRENTI

Oltre a questi dati è estremamente utile monitorare anche le tendenze rilevanti nel contesto di appartenenza del nostro settore: uno sguardo più attento al trend e agli argomenti in voga può infatti essere di ispirazione per la creazione di nuovi contenuti.
A questo si può collegare l’importanza della ricerca per parole chiave, utile non solo nella SEO, ma anche per offrire suggerimenti sui contenuti, adattati al pubblico di destinazione e alle loro abitudini di ricerca. L’analisi delle parole chiave può infatti aiutare chi si occupa di content strategy a proporre nuove idee per i contenuti, andando oltre i termini più popolari e gli argomenti di targeting che possono ancora avere successo.
Un altro aspetto utile che può aiutare nel processo di scoperta dei contenuti è quello di monitorare ciò che i concorrenti stanno scrivendo. Potrebbe essere una buona idea tenere sott’occhio gli argomenti più sviluppati della concorrenza, le tipologie di contenuti che stanno utilizzando, le idee in cui si stanno espandendo o anche l’aspetto creativo della loro strategia di content marketing.
Una costante supervisione di come si stanno muovendo i concorrenti può così fornire una buona indicazione sui loro aspetti di maggior successo e oltretutto darci la possibilità di esplorare nuove aree da coprire attraverso l’elaborazione di nuove soluzioni.

MAI PIÚ SENZA DATI

Abbiamo capito dunque come il content marketing non sia né un’arte né una scienza esatta, ma in linea di massima la combinazione di entrambe. Avendo sempre sott’occhio i dati il content strategist occupa una posizione migliore per offrire non solo ciò che il pubblico desidera ma anche ciò di cui ha bisogno il brand, ovvero un target coinvolto.
Una strategia di content marketing basata sui dati può essere inoltre non solo più efficace, ma anche più efficiente, incentivando il risparmio di tempo e denaro concentrandosi sui contenuti che più avvicinano l’interesse del pubblico a ciò che l’azienda vuole comunicare.
In poche parole quindi occhio analitico e mano creativa: più si cercherà di alimentare la parte artistica facendosi guidare dai gusti e dalle preferenze riscontrati nel pubblico, più sarà di valore il risultato ottenuto.

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