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Stephen King ha scritto oltre 70 libri nella sua carriera e la sua fama è conosciuta da tutti. Ma forse non tutti sanno che, ad un certo punto, aveva provato a pubblicare libri sotto la copertura di uno pseudonimo. Il suo scopo era capire se i suoi libri erano effettivamente dei grandi successi o se ormai le persone leggevano le sue storie perchè sapevano che erano scritte da lui. Il libro “l’occhio del male”, firmato Richard Bachmann, vendette 28 mila copie. Ma quando venne pubblicato con il nome di Stephen King le vendite si moltiplicarono a dismisura.

L’aneddoto è semplice e curioso, ma spiega in modo chiaro qual è il meccanismo che sta alla base dell’Authorship Markup di Google.
Negli ultimi mesi vi sarà sicuramente capitato di fare ricerche su google e di vedere che accanto ad alcuni risultati nelle serp appariva la foto dell’autore e una stringa di testo che indica il nome e il linka l profilo Google+.
Con l’authorship markup google ha dato il via all’attribuzione della “paternità” degli articoli che vengono pubblicati sul web in modo da legare in maniera univoca i contenuti ad una persona e ad un profilo Google+, per quella che diventa quasi una firma digitale che differenzia ciascuna persona in mezzo all’overdose informativa a cui ci sottopone il web.

Come collegare il proprio profilo G+

Per rendere a prova di dummies l’attribuzione dell’autorship, google ha creato recentemente una pagina apposita tramite la quale è possibile procedere all’associazione tra un profiloG+ e i contenuti creati dall’autore. Se si dispone di un indirizzo email sullo stesso dominio di cui si rivendica la parternità, collegare il profilo G+ ai contenuti prodotti è semplicissimo: basta inserire l’indirizzo email nel form e google farà tutto da solo. Se, invece, non si possiede un indirizzo email sullo stesso dominio sarà necessario compiere qualche passo in più: innanzitutto è indispensabile creare un li nk al proprio profilo G+ dal sito web tramite il rel=author, dopodichè sarà necessario editare la sezione Autore ed infine linkare il profilo G+ sulla propria bio nel sito.

Quali vantaggi?

Alcune statistiche sull’authorship segnalano che i link con lo snippet autore vengono cliccati con una frequenza maggiore agli altri del 150%, senza contare il fatto che studi sull’eye tracking hanno confermato che l’occhio tende a vedere prima le immagini rispetto al testo. Ecco allora che la foto dell’autore acquisisce un’importanza strategica nel posizionamento dei contenuti, che diventano sempre più credibili man mano che il loro autore acquisisce credibilità.
Addio anonimato, allora. Se volete fare centro con i vostri contenuti l’attribuzione dell’authorship markup è uno step obbligato.

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