Presentiamo oggi Responsa, un nuovo progetto italianissimo, ce ne parla il responsabile Gabriele Antoniazzi:

Gabriele Antoniazzi in un Tweet 🙂

Sono un ragazzo come tanti, classe ’80, appassionato di web e tecnologia e con tanti sogni nel cassetto.

Responsa in un Tweet, cos’è Responsa?

Responsa è uno dei sogni che sono usciti dal cassetto e si stanno realizzando, una piattaforma tutta italiana per condividere domande e risposte all’interno di una community qualificata, riconosciuta e referenziata, grazie alla quale vengono garantite l’attendibilità e la credibilità dei suoi contenuti.

Possiamo definire Responsa “Il quora italiano”?

E’ un pò presto per dirlo però sicuramente Quora è il modello che inizialmente ha ispirato Responsa, con la differenza che la principale value proposition di Responsa è superare la barriera linguistica. Siamo consapevoli che Italia manchi una fonte di conoscenza condivisa così autorevole come Quora lo è negli States, e il mio obiettivo è che con il tempo lo diventi Responsa, è un obiettivo ambizioso ma secondo me ci sono le basi giuste perchè ciò avvenga.

Perché un progetto come Responsa? Il web ha sete di domande e risposte?

Credo che uno dei più grandi vantaggi del web sia proprio quello di trovare risposte alle nostre domande, è un bisogno che non si esaurirà mai e il successo di nuovi servizi di Q&A come Quora ci ha dimostrato che c’è ancora spazio nel mercato, purchè questi nuovi servizi portino dei vantaggi concreti rispetto ai dinosauri del settore. Quello che ho visto con Quora è che c’erano moltissime domande ancora senza una risposta che gli utenti si tenevano per sè, io stesso in primis, probabilmente perchè non c’era l’interlocutore giusto a cui porle; faccio difficoltà a credere che Kevin Systrom, CEO di Instragram, avrebbe risposto a una domanda su Yahoo Answers.

Quali sono le principali differenze tra Responsa e Yahoo! Answers?

Me la sono cercata ; ), sono tante piccole cose che vanno dalla user experience che offre la piattaforma alla community che la usa e che potrei riassumerti con la parola: “qualità”. Responsa, oltre al contenuto, pone al centro del progetto la persona; ogni utente dispone di un profilo personale, visibile agli altri utenti, in cui oltre alla sua biografia è possibile vedere i contributi e diverse statistiche relative alla sua attività in Responsa. Un utente che ci mette la faccia è più attento a curare la qualità di quello che scrive rispetto a uno che si nasconde dietro a un nickname o un avatar, di conseguenza anche le risposte e le stesse domande acquistano credibilità e affidabilità diventando firmate da una persona potenzialmente autorevole in quell’argomento.

Proprio in virtù della dimensione social di Responsa, quale ruolo giocheranno Facebook, Twitter e gli altri in questo progetto?

I social network giocano un ruolo importantissimo in questo progetto, la loro diffusione se guardiamo ai 21 milioni di utenti Facebook e ai 3 milioni di utenti Twitter in Italia, li rende uno dei principali canali di comunicazione e condivisione del web, per questo motivo Responsa è integrata con i social network già dalla registrazione che è possibile attraverso il proprio profilo Facebook e Twitter. Tutte le domande e le risposte sono chiaramente condivisibili nei social network, inoltre Responsa punta al contenuto come fattore di distinzione usando lo stesso meccanismo di follower/following tra gli utenti proprio di social network come Twitter.

Cosa significa per Responsa essere una startup?

Una startup italiana aggiungerei, difficile da descrivere a parole, per me significa avere la possibilità di creare qualcosa di grande da zero tenendo bene a mente che c’è anche la possibilità opposta, è un’esperienza motivante che aiuta molto a crescere sia personalmente che professionalmente.

Quali sfide intravedi per il futuro di Responsa? E quali saranno le criticità in questi primi mesi?

Responsa per crescere in questo momento ha bisogno intanto di visibilità (grazie Giorgio per il post ;), puoi avere un progetto bellissimo ma se non lo conosce nessuno è come se non esistesse, e poi di una community che costantemente aiuti a crescere la base di domande e risposte, credo che in questo senso i risultati che otteremo saranno proporzionali al nostro lavoro quotidiano per migliorare la piattaforma e renderla uno strumento utile e usato da sempre più persone.