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Tale padre, tale figlio: la coppia Piero – Alberto Angela è la bandiera della divulgazione scientifica italiana. Alberto ha seguito le orme del padre ma lontano da qualsiasi raccomandazione, cominciando la sua carriera solo dopo aver studiato e viaggiato per il mondo, costruendosi una solida e invidiabile base culturale.
Ma se Piero ha insegnato la scienza fin dai tempi della prima televisione e della radio, utilizzando negli anni ’80 le innovative tecniche di rappresentazione grafica, Alberto si trova a dover comunicare in un mondo molto diverso da quello del padre: arrivare ai più piccoli con i programmi in prima serata è ancora possibile (a discrezione dei genitori), ma come coinvolgere i giovani spesso disinteressati, anche a programmi studiati apposta per loro?

In qualche modo ci hanno pensato i giovani stessi attraverso la rete: gli attuali ventenni cresciuti con i programmi degli Angela hanno scatenato a suon di meme, pagine dedicate e battute un vero e proprio fenomeno.

Su pagine Facebook come “Piero Angela noi ti obbediamo” si danno appuntamento migliaia di “angelici” studenti o lavoratori, che hanno in comune la passione per la scienza nata grazie ai loro beniamini. Attraverso foto e racconti ironici ricordano e commentano ogni appuntamento televisivo, contribuendo a far crescere spettatori e interessati.
Il web venera Piero con rispetto e moderazione, mentre quando si parla di Alberto entrano in campo doppi sensi e provocazioni. Il suo fascino, la sua cultura mai ostentata, la sua semplicità lo hanno fatto amare e (grazie ai social) diventare un’icona sexy .
Quando è in onda un suo programma, i trend topic di twitter e le pagine a lui dedicate si riempiono di commenti e apprezzamenti anche spinti, ma sempre rispettosi del personaggio.

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Una concreta dimostrazione del suo successo è arrivata con il recente secondo posto nella classifica dei personaggi italiani più influenti sulla rete.

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Il suo stile comunicativo sui social rispecchia quello reale: pacatezza, cordialità con il pubblico, spiegazioni comprensibili a tutti e massimo riserbo sulla sua vita privata.

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Quasi tutti i suoi post su Facebook riguardano infatti il suo lavoro di divulgazione: condivide foto e momenti dietro le quinte dei luoghi in cui sta registrando la puntata, ricorda gli appuntamenti televisivi con anticipazioni, in qualche caso scrive messaggi o pensieri legati ad avvenimenti importanti.

Ciò che colpisce è la quantità di commenti positivi e il calore espresso dai suoi fan, che sotto ogni post (in genere molto lungo) esprimono l’ammirazione per il suo lavoro evitando le critiche e i commenti banali che normalmente si vedono su altre pagine.

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Ma soprattutto la sua comunità di 600mila seguaci è molto attiva nonostante la presenza non continuativa: si contano infatti uno o al massimo due post settimanali, solitamente molto pochi per mantenere l’attenzione e l’affetto del pubblico.

Stiamo quindi osservando un nuovo metodo di gestione dei social in cui non conta l’assidua presenza ma la qualità dei contenuti anche se prolissi?

Probabilmente Alberto Angela è un caso unico e può permetterselo, il suo volto social è in linea con il suo personaggio reale ed è molto amato e rispettato dal pubblico che per una volta premia la semplicità e la cultura.

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