Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook
from-the-front

Ho una buona notizia e una cattiva notizia.

La cattiva notizia è che l’edizione 2016 di From the Front è stata l’ultima.
La buona notizia è che l’edizione 2016 di From the Front è stata una delle migliori esperienze nel panorama delle conferenze sul mondo del webdesign.

Anche quest’anno FTF ha proposto degli speech d’eccezione, tenuti da sviluppatori e designer noti o emergenti, alternando bene gli argomenti tecnici a quelli più “filosofici”.

Da applausi l’intervento di Sara Soueidan, nome già conosciuto di Smashing Magazine, su pratiche di CSS e SVG “In Real Life”: ha incalzato il pubblico (e le traduttrici simultanee!) con una serie di trucchi gustosi, a partire dall’ottimizzazione delle SVG e dalle best practice di utilizzo nei siti “reali” – argomento sul quale terrà un workshop durante la SmashingConf in programma a Barcelona il prossimo ottobre; passando per qualche pillola su come realizzare sottolineature di colore e spessore arbitrario, arrivando a vedere come sia possibile scrivere link annidati.
È stata particolarmente interessante la tecnica dei CSS lock, teorizzata in un articolo a firma di Tim Brown dello scorso 17 agosto, che permette di avere una tipografia che realmente si adatti allo schermo su cui leggiamo il contenuto dei siti.

Di grande impatto anche la riflessione sulla psicologia delle performance, non esente da suggerimenti tecnici, di Denys Mishunov (altro nome nelle fila di Smashing Magazine). In Marketing Arena stiamo affrontando l’argomento già da diverso tempo, sperimentando diverse tecniche per ottimizzare i tempi di consegna e di risposta dei progetti web, seguendo il concetto di performance budgeting di Tim Kadlec; la visione di Denys affronta il problema da un punto di vista ortogonale, verificando che spesso non sono tanto importanti le performance effettive quanto la percezione che l’utente ha di queste ultime. Partendo da questo assunto, lo slogan diventa “outcome, not output”, ovvero smettere di rosicchiare il millisecondo per diminuire invece – lavorando in particolare sull’UX e sui flussi – i tempi morti in cui l’utente resta in attesa.

Per restare su temi tecnici, l’intervento di Mark Robbins sulle email interattive ci ha lasciati a bocca aperta, mostrandoci come in una email sia stato in grado di implementare form, caroselli, pulsanti e addirittura un intero e-commerce, fino a rivelare, a fine presentazione, che anche le slide di quest’ultima erano in realtà un’email.

From the Front - Alla KholmatovaNon sono mancati, come dicevamo, anche interventi legati a approcci e best practice, in particolare il racconto sulla modularizzazione del processo di design di Alla Kholmatova e le attenzioni da avere nello sviluppo di siti accessibili, ben descritte da Léonie Watson.

Non poteva mandare, naturalmente, una panoramica dal fronte sulle tecnologie in arrivo, e particolarmente interessante sono state le suggestioni di Ben Sauer sul design delle Voice User Interfaces: un territorio ancora poco esplorato ma in rapida colonizzazione, tra Siri, Cortana, Google Now e Alexa, Ben ha mostrato l’impatto che un assistente che funzioni con comandi vocali potrà avere nelle nostre vite, sia individualmente che collettivamente, assieme all’analisi sugli ambiti in cui si mostra la forza di tali interfacce.

Tutta la conferenza è stata condita anche da speech più filosofici, e in particolare quello di Lyza Danger Gardner intitolato “Everyone Else Is So Clever”: come si può affrontare il naturale flusso di motivazione e demotivazione in un mondo come quello del web design, continuamente in movimento, a volte soffocati dalle continue innovazioni e proposte? Forse la risposta è uno stop di 6 settimane in cui Lyza si è ritirata tra le foreste del Vermont a tirare le fila dell’amore-odio per il proprio lavoro.

La lineup è stata molto più corposa, e potete trovare su Medium, a firma di Andrea Vaghi, gli highlights della prima e della seconda giornata.

A sorpresa (ma voi l’avete già saputo dalla seconda riga) i saluti finali hanno portato con sé la notizia che l’edizione 2016 sarebbe stata anche l’ultima, sollevando un coro di “Nooo” dalla platea del Teatro Duse.

E dunque… So long FTF, and thanks for all the fish.

Commenti