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saturazione-pubblicitaria

Chi si occupa di performance marketing ed ha la fortuna di lavorare con realtà che mettono a disposizione un elevato budget pubblicitario, sa che prima o poi andrà incontro ad una situazione di saturazione pubblicitaria. Questo fenomeno sul web si può misurare e alle volte aggirare semplicemente ampliando la gamma di media utilizzati.

Definiamo meglio il fenomeno

Supponete di aver avviato una campagna pubblicitaria su Facebook e AdWords, i due media più utilizzati dai web marketer e quelli che io in primis consiglio di testare quando si approccia ad una campagna pubblicitaria. Immaginate di aver speso i primi 1000  euro e di aver portato 10 vendite (al prodotto ipotetico y). In un primo momento l’aumentare della spesa pubblicitaria dovrebbe, se la campagna è efficace, portare ad aumento delle vendite più che proporzionale (20, 40, 80 vendite e così via), fino al raggiungimento del punto di saturazione, ovvero quel momento in cui qualsiasi somma in più investita non aumenterà le conversioni. Ecco un grafico che spiega nel dettaglio il fenomeno.

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Questa situazione è molto comune per i prodotti di nicchia che non hanno moltissima domanda oppure per realtà che operano nel B2B.

Qual è la soluzione?

Per ovviare a questo problema vi propongo alcune strategie testate in prima persona.

La via più efficace per portare risultati a breve termine è continuare ad investire in canali pubblicitari definiti come Paid, differenziandoli dai primi presi in considerazione. Canali magari meno conosciuti ma efficaci in casi di saturazione.

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Ecco alcuni esempi:

  • DEM: Direct Mail Marketing è una delle tipologie di marketing più dirette, e alle volte sottovalutata, per inviare messaggi pubblicitari al proprio target. Ci sono molte realtà che mettono in vendita database o che si occupano direttamente dell’invio.
  • Native Advertising: é una forma di advertising che assume l’aspetto del contenuto che la ospita. avete mai visto i post consigliati da leggere alla fine di un articolo online? Alcuni di questi sono sponsorizzati e grazie a questa forma di mimetismo vengono spesso cliccati dagli utenti. Anche qui esistono moltissime realtà che permettono di farlo.
  • RTB (Real Time Bidding): è un metodo pubblicitario simile alla display di AdWords ma che acquista altri posizionamenti messi a disposizione dai Publisher (posizionamenti invenduti ma non solo). Per comprare questi spazi pubblicitari bisogna affidarsi agli Ad Exchange (Double Click ecc…).

Per concludere

Quello che volevo comunicare attraverso questo post è il concetto che non sempre aumentando l’investimento su un media o su una campagna che funziona, che ha CPL (cost per lead) sostenibili, necessariamente dobbiamo aspettarci un aumento proporzionale delle conversioni. Questo fattore deve sempre essere considerato in fase di definizione del budget e dei KPI.

Sopra ho indicato alcuni metodi paid per ovviare al problema della saturazione pubblicitaria, nei prossimi post invece spiegherò le strategie sostenibili a medio e lungo termine.

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