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VSCO

Tra i vari strumenti di editing fotografico da mobile, la app VSCO fin da subito si è distinta per le sue caratteristiche di semplicità di utilizzo e le differenti personalizzazioni di filtri, vignettatura, messa a fuoco e nitidezza, tanto da diventare tra le più amate app per fotografi e creativi.
 

VSCO now

VSCO, l’acronimo di Visual Supply Company, nata nel 2012, presenta dei risultati molto chiari del suo successo ottenuto in questi ultimi anni:

  • un totale di 30 milioni di utenti con una percentuale di crescita del 802% nell’ultimo anno;
  • una diffusione esplosiva in Cina, diventando il secondo mercato di riferimento dopo gli USA;
  • è diventato il primo branded hashtag su Instagram con #vsco, secondo solo all’utilizzo di #art, ed utilizzato oltre 100 milioni di volte… che è più del doppio dell’utilizzo di #OneDirection e #Nike!

 

VSCO idea

La nascita di questa app, ha un elemento, come spesso accade, casuale che ha indicato la strada del successo. I due cofondatori Joel Flory e Greg Lutze, rispettivamente fotografo specializzato in matrimoni e creative designer, avevano aperto la loro startup per creare dei WordPress templates per fotografi professionisti. Ma è solo grazie al collaboratore Zach Hodges che dopo un workshop per fotografie per matrimoni, sono riusciti ad identificare una loro necessità, avere uno strumento che già loro utilizzassero per primi legato all’editing fotografico e da qui, hanno compreso un bisogno ben più diffuso: è così che nasce l’idea di VSCO!
 

VSCO be or not to be … social?

Importante è ricordare che quest’app non ha puntato direttamente all’essere social “a tutti i costi”, anzi si è posizionata come un valido ed importante supporto per la creazione di foto uniche da dispositivi mobile per poi condividerle sulle piattaforme social, Instagram in primis. Come da definizione dei loro fondatori si vuole fornire un prodotto di supporto agli sviluppi creativi della loro community:

“Our vision is to support our creative community by building great products and providing artists with the opportunity to pursue their creative visions”.

Di fatto, VSCO è social attraverso VSCO Grid, una propria piattaforma di condivisione, dove però si è voluto mantenere il suo spirito iniziale, rendendo possibile solamente diventare fan di un utente ma senza commentare o cliccare like alle sue foto, eliminando così la “pressione” dell’engagement….quasi un anti-social si direbbe! Infatti, il co-fondatore Flory in un’intervista afferma “Our hope is that this will eliminate pressure, inspiring creativity and excitement to post in a judgement-free zone”.

 

VSCO

VSCO Grid: di Kimi Juan

 

VSCO community

Un altro aspetto molto interessante sono i dati delle ultime statistiche ufficiali perché ben si comprende quanto VSCO abbia un target molto specifico, oltre alla solida community di fotografi professionisti. Infatti ad oggi la maggioranza degli utenti sono donne sotto i 24 anni che, in particolare, utilizzano VSCO soprattutto per postare foto che non si adattano al “taglio” di Instagram e che, per dimensioni e qualità, in realtà si avvicinano di più al mondo delle fotografia professionale. Evidenziamo anche, quest’app è particolarmente apprezzata dai tens perché è uno spazio sicuro dove poter creare e dove rimanere sempre “proprietari” degli scatti, in quanto per ogni foto è sempre associato il nome dell’utente anche nelle raccolte personali.

Insomma, un’app che riesce a coinvolgere dai professionisti agli aspiranti e giovani fotografi, e che come evidenzia la sua storia, tende sempre a valorizzare la qualità rispetto alla quantità, anche selezionando nuovi utenti da promuovere nel proprio journal.
 

VSCO revenues

Una delle maggiori fonti di profitto è sicuramente VSCO films dei preset per Adobe Lightroom e Adobe Camera Raw per un foto editing professionale. Sono molto apprezzati in quanto riescono a simulare proprio la magia della pellicola ed non sono particolarmente costosi, infatti ad oggi hanno un prezzo di vendita pari a 59$.

Inoltre, grazie alla collaborazione di Bryan Mason (precedentemente responsabile del release di Creative Cloud per Adobe per VSCO) si è già introdotto la possibilità di acquistare dei filter packs, esclusivi per l’app da mobile, a pagamento, il costo varia da 0,72 euro a 9,99 euro.

Mentre altre opportunità economiche arrivano dalle dirette collaborazioni con grandi aziende che necessitano un supporto per progetti di comunicazione con importanti fotografi.

Nel 2014 VSCO ha avuto anche un investimento pari a 40 milioni di dollari da Accel Partners, una venture capital che tra i primi, investì su Facebook. I fondatori dichiararono che l’utilizzo dei fondi sarebbe stato dedicato allo sviluppo del prodotto, all’incrementare l’infrastruttura internazionale e per VSCO’s Artist Initiative, per una somma pari a 1 milione di dollari. Interessante è notare come tra i vari obiettivi strategici dell’azienda, ci sia una scholarship, per fornire delle risorse destinati agli artisti per supportarli nella realizzazione della propria visione artistica, indipendentemente dalla nazionalità e dal mezzo utilizzato.

vsco_3
 

VSCO for business

Ma per le aziende, funziona? Una case study di successo è stata fatta con Marriott Hotels, aiutando la catena alberghiera a trovare i migliori fotografi su VSCO per offrire la loro guida artistica e creativa delle città dove sono presenti gli hotel. Il progetto si chiama Travel Brilliantly decisamente “inspiring”.

VSCO_grid

VSCO grid del Marriott Hotels

 

Per ora, bisogna sottolineare che la presenza delle aziende è bassa, sicuramente molto minore rispetto ad Instagram. Se all’opportunità di essere tra i primi, si associa una buona strategia di visual storytelling, e se il target dell’app, decisamente giovane e creativo, è in linea con il vostro…considerando i numeri in costante crescita, cosa aspettate ad usare VSCO?!

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