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Instagram Stories

È ormai tradizione consolidata. Ogni volta che un’applicazione funziona e ha successo Mark Zuckerberg fa in modo di inglobarla dentro l’ecosistema Facebook. Se non riesce fa in modo di creare qualcosa di simile, molto simile. Le acquisizioni più celebri sono quella di Instagram, e poi di Whatsapp. 1 miliardo di dollari la prima, 19 la seconda.

Non sempre però è bastato proporre un prezzo di acquisto.

Con Snapchat ad esempio non è stato sufficiente. Nel 2013 Zuckerberg ha ricevuto un secco “No grazie” dal creatore di Snapchat, Evan Spiegel, nonostante la cifra proposta fosse di 3 miliardi di dollari.

La reazione nell’immediato del colosso dei social network è stata quella di lavorare a qualcosa di molto simile. Nessuno di voi ricorda Slingshot?

Avevo scritto di questa applicazione sempre per Marketing Arena due anni fa.
Slingshot era stato concepito dal Creative Labs  di Menlo Park come un’applicazione di messaggi usa e getta con l’obiettivo di rispondere all’esigenza diffusa soprattutto tra gli adolescenti a cui Snapchat doveva il suo successo: permettere lo scambio di messaggi in grado di scomparire a distanza di pochi secondi.
Slingshot nel 2015 è stata rimossa dagli app store dopo la decisione di chiudere il Creative Labs che l’aveva prodotta.

Ma gli utenti Snapchat continuano a crescere e le funzionalità anche.

Allora Zuckerberg torna alla carica questa volta lavorando su quello che già ha in casa, Instagram.
 

È di questi giorni la notizia dell’introduzione delle Stories. Di cosa si tratta?

Come il nome stesso suggerisce, con il prossimo aggiornamento dell’app, gli utenti di Instagram potranno realizzare delle storie creando sequenze di più scatti legati ad un evento. Le stories avranno una durata di 24 ore, dopo spariranno. Potranno comunque essere salvate sul proprio dispositivo.

Sugli scatti sarà inoltre possibile applicare filtri, stickers, e accessori. Alla Snapchat insomma.

 

 

Basterà per arrestare o frenare l’ascesa di Snapchat e consolidare ulteriormente il primato di Facebook?

Staremo a vedere. A volte non è rincorrendo tutte le novità che si ottiene il successo. A volte si rischia di snaturare uno strumento che funziona così com’è… Twitter insegna.

 

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