Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on Twitter13Share on Google+2Share on LinkedIn7Share on Facebook0

People are seen as silhouettes as they check mobile devices whilst standing against an illuminated wall bearing Twitter Inc.'s logo in this arranged photograph in London, U.K., on Tuesday, Jan. 5, 2016. Twitter Inc. may be preparing to raise its character limit for tweets to the thousands from the current 140, a person with knowledge of the matter said. Photographer: Chris Ratcliffe/Bloomberg

Dieci anni e sentirli un po’. Il 21 marzo Twitter ha celebrato il suo decimo anniversario e per festeggiare l’occorrenza Jack Dorsey, co-fondatore del social network, ha lanciato dalle pagine del suo blog l’hashtag #LoveTwitter. “Dieci anni fa è iniziato tutto con un Tweet”, scrive Dorsey facendo riferimento al suo celeberrimo primo cinguettio, “e da quel momento, in ogni momento, persone da ogni angolo del mondo si sono connesse con gli aspetti della vita a cui tengono di più”.

primo tweet

Nato nel 2006 come “Twttr” dall’idea di Dorsey, Ev Williams, Biz Stone e Noah Glass, la rete sociale caratterizzata dall’uccellino blu ha avuto un passato da startup – Odeo, che intendeva lavorare nel mondo del podcast – e un futuro ancora tutto da scrivere. Se infatti la prima decade di esistenza della piattaforma di microblogging più famosa al mondo ha contraddistinto, anche culturalmente e politicamente, la dimensione digital della nostra vita, le prossime mosse del management azzurro sono ancora poco chiare.

Twitter vuole cambiare ma non si sa ancora che direzione voglia prendere. È recente la notizia di un possibile stravolgimento strutturale che porterà la lunghezza massima di un tweet dai totemici 140 caratteri a 10000, rendendo il più classico dei cinguettii un lungo e articolato monologo. La proclamata rivoluzione, finora, non è stata lanciata ma altri ancora sono i segnali di un’incertezza a lungo termine che sta destabilizzando anche il titolo in borsa. La detronizzazione di Dick Costolo dal ruolo di CEO, a cui è subentrato il fondatore Jack Dorsey, ha avuto come conseguenza un esodo generalizzato di una buona parte dei vertici aziendali, tutte figure vicine a Costolo.

Va da sé che agli investitori questa incertezza appare come inevitabile esito di una debolezza intrinseca alle figure chiave del management, a cui vengono addossate le responsabilità di uno stallo generalizzato causato da una mancanza di identità e strategia.

twitter ko

La situazione non è rosea e qualcosa che non va sicuramente c’è. Sembra però precipitoso affermare che Twitter sia condannato. Leggendo i dati pubblicati da Bloomberg, notiamo come sia le nuove iscrizioni che il fatturato sono caratterizzati dal segno positivo rispetto al 2014: nell’ultimo trimestre del 2015 il fatturato ha raggiunto i 569.2 milioni di dollari, un incremento del 58% rispetto all’anno precedente, mentre gli accessi diretti o indiretti al social network almeno una volta al mese sono stati stimati a 320 milioni, il 12% in più. Numeri e percentuali che sembrano andare contro il diffuso percepito di una morte annunciata.

grafico bloomberg

Il 2016 sarà un anno chiave per capire la qualità delle decisioni prese dal nuovo management di Twitter – l’insediamento del nuovo CEO è avvenuto a ottobre 2015 – scelte che dovranno necessariamente consolidare l’identità di un social troppo spesso criticato ma che, in realtà, ha ancora tanti motivi per festeggiare il suo decimo compleanno. Anche se un po’ acciaccato.

Lunga vita a Twitter!

Serve anche a te? Pensi che la tua azienda ne abbia bisogno?
 

I nostri servizi


Commenti