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nuova timeline twitter

Twitter Timeline via Shutterstock

Febbraio, il mese del Carnevale, delle pubblicità di San Valentino e di Sanremo.

Chi di voi non sta seguendo Sanremo? Credo in pochi. Mi trovo ad essere in Italia proprio in questo periodo e credo sia molto difficile non seguire questo “carrozzone mediatico”. Tutti ne parlano, sia offline che online e, anche se non lo guardate in TV, avrete sicuramente cliccato su un post condiviso da un vostro amico sui social network. Personalmente, trovo l’accoppiata online particolarmente esilarante. Ma Sanremo è solo uno degli esempi in cui la relazione TV-social network diventa interessante.

Sanremo twitter

Secondo Econsultancy Twitter è infatti il social network che presenta il collegamento più stretto con la TV: il 60% degli utenti utilizza Twitter davanti alla TV e più del 90% delle conversazioni su Twitter hanno come oggetto programmi televisivi.

Gli hashtag, i 140 caratteri, la timeline in ordine cronologico, sono solo alcuni degli elementi che rendono questo social network unico nel suo genere e che lo rende interessante ai 320 milioni di utenti che lo usano in tutto il mondo e che non sono stati felici di sapere che il social network che tanto amano sta cambiando.

Il piano, svelato da BuzzFeed la settimana scorsa, prevede l’abbandono della timeline in ordine cronologico e l’adozione di un algoritmo più o meno simile a quello usato da Facebook.

Anche se tutti i dettagli del cambiamento non sono ancora disponibili, ci sono degli indizi che fanno appunto pensare come Twitter stia considerando di implementare questa innovazione per migliorare l’esperienza dei nuovi arrivati, che, secondo l’ex capo prodotto di Twitter si troverebbero spiazzati da una timeline che si aggiorna continuamente, rendendo l’esperienza confusa”, mentre un algoritmo renderebbe la navigazione e l’interazione con i contenuti più fluida. Ovviamente non tutti gli utenti del social dell’uccellino azzurro sono stati contenti, poichè un maggior controllo della timeline ha come controparte la diminuzione della libertà  e della capacità d’azione degli utenti. Inoltre, se Twitter si dovesse ispirare a Facebook per il nuovo algoritmo, dovrà anche prevedere una maggiore personalizzazione dei contenuti per gli utenti, incentivando quindi personalizzazioni basate su dati ed esperienze personali.

 

Ma cosa significa per i brand il nuovo algoritmo di Twitter?

E se lo scopo della nuova timeline fosse quello di migliorare l’esperienza per le aziende che vogliono usare Twitter per campagne promozionali?

L’algoritmo di Facebook ha quasi “costretto” le aziende e i brand ad implementare campagne a pagamento per avere visibilità e raggiungere i propri utenti, dal momento che la reach organica è fortemente penalizzata.  Su Twitter, i brand possono ancora conversare con i propri clienti, senza pianificare un budget.

Cosa succederebbe se aggiungendo un piccolo budget, i brand fossero in grado di raggiungere i loro clienti più affezionati con contenuti ad hoc? Oppure ancora, trovare utenti potenzialmente interessati e poter incrementare la possibilità o la velocità  di acquisizione rispetto alle opzioni di advertising presenti attualmente nella piattaforma? Capite anche voi che Twitter riuscirebbe a fare molti più soldi, seguendo le strategie di un competitor che ha fatto del cambio di algoritmo uno degli asset vincenti. E quando si è in crisi, tutte le aziende guardano ai propri competitor, non credete?

Torniamo all’esempio di Sanremo. Cosa succederebbe se la timeline non fosse più in ordine cronologico? Invece di vedere tutti i tweet, vedreste solo quelli più rilevanti per il vostro profilo, ad esempio, perché seguite Elio e le Storie Tese piuttosto che Arisa.

Ed i brand, pagando per rimanere visibili sulla vostra timeline, avrebbero più chance di generare engagement con contenuti ad hoc.

Ma, concludendo, voi, utenti attivi, sareste felici di questo cambiamento?

Se lo confrontiamo con Facebook, i cambi continui di algoritmo non hanno avuto effetti massicci sulla crescita degli utenti. Siamo abituati e l’abitudine ci spinge a non abbandonare questi luoghi. Quindi, credo sia difficile da dire, ma sicuramente dipenderà da come l’algoritmo verrà implementato su Twitter

E, alcuni ne hanno già preannunciato la morte.

Quello che mi sento di dire e’ solamente: “In bocca al lupo Twitter, so che ce la farai!”

Serve anche a te? Pensi che la tua azienda ne abbia bisogno?
 

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