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La passione per la birra artigianale rappresenta un fenomeno che da ormai una decina d’anni caratterizza il settore enogastronomico italiano. I consumatori hanno iniziato a comprendere e a premiare un prodotto capace di comunicare i valori del territorio e delle culture locali, creato con passione da una nuova figura di artigiano che si sta imponendo sempre più sul mercato. La creatività e la capacità di innovazione caratterizzano imprenditori e mastri birrai, veri e propri artigiani del luppolo che contribuiscono con la qualità delle loro preparazioni a rendere la birra artigianale italiana un bene apprezzato anche all’estero.

Qualità e quantità di offerta, unita a una ritrovata consapevolezza dei consumatori e alla capacità del web di far e farsi conoscere, sono dunque i principali motivi che concorrono a rendere così apprezzato un bene fino a qualche anno fa “sommerso” dalla concorrenza dei prodotti industriali. L’alchimia di abilità comunicative sia offline che online sta contribuendo a rendere il settore della birra artigianale un grande punto di riferimento per il mercato e non più solo una tendenza all’interno del mondo dei consumi.

 

Beer Marketing Awards: i birrifici artigianali dominano nel digital

Per quanto riguarda l’aspetto digital, comunicare la birra artigianale di qualità significa trasmettere valori che vanno aldilà degli attributi materiali dello stesso prodotto, vuol dire parlare attraverso la rete di un bene ma anche della storia e delle persone che ci sono dietro alla sua creazione. Senza dimenticare che molti paradigmi e regole sono state infrante, i linguaggi classici e i codici visivi stereotipati che per decenni hanno dominato l’industria birraria sono stati rivoluzionati, tanto da rendere il settore della birra artigianale un bacino di idee innovativo e in grado di segnare il passo in marketing e comunicazione. Non c’è solo Ceres, quindi, a dominare la comunicazione on line legata al mondo della birra, lo dimostra anche il primo evento al mondo dedicato esclusivamente al marketing legato alla birra, il Beer Marketing Awards, dove a farla da padrone nelle categorie inerenti alla digital communication sono stati piccoli e medi birrifici che, liberi dai vincoli tipicamente imposti dalle ipertrofiche divisioni marketing delle grandi aziende, possono proporre campagne in cui creatività e viralità riescono a sopperire a risicati budget, divenendo in breve tempo casi esemplificativi.

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Il caso Brewdog e la birra creata dai follower

In questo senso una menzione particolare va dedicata a Brewdog, birrificio scozzese da sempre pioniere di pratiche comunicative innovative che quest’anno ha conquistato il titolo nella categoria “Best use of social media” con la campagna #Mashtag. Non solo un hashtag ben congegnato ma una vera e propria birra, ideata ed elaborata direttamente dai follower dell’azienda, i quali hanno potuto esprimere la loro preferenza su tutti gli aspetti del prodotto, dal nome alle proporzioni degli ingredienti. Siamo davvero di fronte a una piccola rivoluzione nel mondo brassicolo: il consumatore non è più infatti considerato come il traguardo finale del processo produttivo ma diventa esso stesso parte integrante della creazione del bene e del suo significato.

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La social birra sta diventando sempre più una concreta realtà dove artigianalità del metodo produttivo e sensibilità della community incontrano gli strumenti del digitale per diffondere pratiche di consumo dalle ampie possibilità di crescita. #Salute!

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