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internet advertising 2016

Trend 2016 via Shutterstock

È fine anno e mai come ora è tempo di bilanci e dichiarazioni. Secondo lo IAB Forum 2015, il più grande evento italiano dedicato al mondo della comunicazione digitale tenutosi qualche giorno fa a Milano, il futuro è l’Internet Advertising ma da quello che posso vedere io, come professionista nel web marketing da 3 anni a Londra, l’internet advertising è già realtà.

In UK l’internet advertising, che ha superato la spesa pubblicitaria nei media tradizionali già nel 2010 e ad oggi riceve la maggior parte degli investimenti, è stimato raggiungerà il 44,2% del totale degli investimenti pubblicitari già alla fine di quest’anno (in Italia è pari al 30%). Nel Regno Unito, la spesa nel social media advertising ha raggiunto i 920 milioni di sterline già nel 2014.

Mi trovo quindi in una posizione diversa rispetto a quella italiana e mi piacerebbe condividere alcuni pensieri sugli effetti attuali di questi investimenti a Londra e iniziare a capire che cosa ci possiamo aspettare nel prossimo futuro in Italia.

 

La sola pagina Facebook non sarà più così importante

Quando i mezzi di comunicazione si trasformano, dobbiamo aspettarci che cambino anche gli obiettivi di chi li usa per fare comunicazione. Stiamo già vedendo come la penalizzazione dei contenuti organici stia facendo diminuire l’engagement rate, soprattutto per i brand meno conosciuti o le aziende più piccole. Se volete farvi notare, diventa essenziale prevedere un budget, che implica avere obiettivi e strategia. Nessuno vuole spendere soldi senza sapere cosa ottiene in cambio, vero?
In soldoni: la pagina Facebook “da sola” non servirà a molto. Forse la situazione cambierà con l’apertura delle API di Messenger, dando la possibilità ai brand di utilizzare la messaggistica per conversare con i propri clienti? Staremo a vedere.

 

E Twitter e Instagram?

L’engagement di Twitter e Instagram è principalmente generato da BOT, tool che si occupano di automatizzare like e follower sulla base di hashtag e altri fattori. L’engagement organico è sicuramente migliore di quello di Facebook ma sta sopravvivendo solo grazie alle conversazioni, soprattutto se parliamo di brand ed aziende.
Ciò significa che se volete farvi notare dalla massa, anche qui si tratterà di dover investire un piccolo budget, però rispetto a Facebook potrà essere anche solo per brevissime campagne.

 

Ma Google?

Non credo Google+ abbia un futuro, anche se Google non ce l’ha ancora detto esplicitamente. Moltissime aziende investono ingenti budget in Google Adwords, a volte senza essere sicuri di raggiungere l’obiettivo, pensando sia l’unico canale che converte.

 

Il content plan, la strategia, il target e gli obiettivi saranno sempre piu’ importanti

Il social media advertising converte, a patto che non si paghi solamente per avere un like. Mai come ora i brand avranno bisogno di una vera e propria strategia, con target ed obiettivi chiari da raggiungere, dove si parlerà di blog, di sito, di PR, di influencer marketing ed user generating content. Ovviamente quando parliamo di PR ed influencer marketing, non li considero come strumenti a zero budget.

 

E l’integrazione con altri mezzi sarà essenziale

Credo che il Social Media Manager così come lo conosciamo (chi “gestisce la pagina facebook”) cambierà e si evolverà ed avrà il compito sempre più importante di interagire con i potenziali clienti ed iniziare conversazioni. ll customer service non sarà un diverso dipartimento aziendale, ma parte del processo di engagement con il prodotto ed il brand, in una realtà in cui sarà sempre più importante la soddisfazione del cliente a 360 gradi. Vincerà, quindi, il social media marketer-community manager-customer agent omni presente con risposte concrete in tempo zero.

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