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forum eccellenze renee mauborgne

Photocredits – Performance Strategies

Viaggio Padova – Milano (Pero, per la precisione) in auto: tu, la radio e la strada libera della domenica mattina. È più semplice rilassarsi quando il traffico è solo un ricordo della settimana trascorsa, i pensieri possono prendere strade alternative; il corpo può stendersi e anche i nervi possono lasciarsi andare.

No, non esageriamo, i nervi no.

Non quando stai per incontrare una delle personalità più influenti al mondo: passi l’intero viaggio a ripetere e tradurre le domande che vuoi farle. D’altronde, hai letto il suo libro dopo la laurea e l’hai sempre trovato geniale. Hai pensato tante volte di passare all’azione e altrettante volte hai riposto quel libro nella libreria, ad armi abbassate. Quel giorno hai la possibilità di farle 2 domande, solo 2.

Due ore e mezza dopo Renée Mauborgne attraversa la platea del Forum delle Eccellenze di Performance Strategies con un lieve sorriso sulle labbra. Davanti ai miei occhi, la co-autrice di uno dei best-seller mondiali in ambito business, Strategia Oceano Blu – tradotto in 43 lingue, con 3 milioni e mezzo di copie vendute, best-seller in 5 continenti – nonché membro del board di consiglieri di Barack Obama e del World Economic Forum. Insignita dalla Thinkers 50 del titolo di donna più influente al mondo in ambito aziendale, al secondo posto tra tutti, Renée Mauborgne è la donna che ha letteralmente rivoluzionato il mondo del business, del management, e della strategia aziendale.

Avvicino Renée al tavolo degli autografi dopo il suo speech, il mio libro scarabocchiato mi fa esitare, glielo porgo comunque e vengo colpita dalla sua dolcezza, che in fondo mi rincuora.

In sala interviste Renée Mauborgne risponde a tutti con la medesima dolcezza.

Finalmente tocca a me.

Durante il tuo speech hai parlato dei pattern che le aziende devono seguire per creare i loro Oceani Blu. Tra questi, uno in particolare è incentrato sulla riduzione dei costi delle infrastrutture ed il mondo digitale, da cui provengo, ne è un esempio. Prendiamo un colosso come Amazon: il suo successo è dovuto alla Digital Disruption degli ultimi anni o pensi che Jeff Bezos abbia creato un Oceano Blu?

Pensa a perché le persone vanno su Amazon. Pensa a quanto facile è l’esperienza sulla piattaforma, al fatto che puoi vedere le recensioni e cosa pensano gli altri del libro che stai per comprare. Pensa a quanto è facile il processo d’acquisto.

Nel caso di Amazon, come in quello di Apple, c’è stata innanzitutto un’intuizione del fondatore: Jeff Bezos fa parte di quel gruppo di persone che vengono chiamate Intuitive Blue Ocean Thinkers. Nel libro abbiamo cercato di indagare e capire le caratteristiche comuni del loro modo di guardare il mondo.

Nel digitale l’entusiasmo per le novità tecnologiche spesso non porta con sé un valore collegato: puoi avere la migliore tecnologia ma molte volte è troppo complicata, troppo difficile.

Amazon non ha creato una nuova tecnologia, ma è riuscito a dare alla tecnologia esistente un valore valido per tutti: nel futuro del digitale questo aspetto sarà importantissimo. Create quindi qualcosa di semplice e collegategli un valore, altrimenti non funzionerà.

Alla fine del tuo intervento hai parlato dell’Italia come terra di creatività, dalle grosse potenzialità. Allora, cos’è che manca all’Italia, al suo tessuto imprenditoriale?

Il problema in Italia è che ci sono tantissimi Oceani Blu ma si continua ad investire in Oceani Rossi. Il vostro passato è ricco di esempi di Oceani Blu: pensa all’arte di Venezia. La vostra storia vi dice quello che potrete fare nel vostro futuro.

Per creare Oceani Blu bisogna smettere di pensare a cosa non si può fare e scendere sul ring con determinazione: prendete le persone coinvolte in un progetto e iniziate a farle dialogare, non solo per un weekend. Noi raccomandiamo alle aziende di agire in questo modo: durante i meeting date alle persone dei cartellini rossi e blu che dovranno alzare a seconda delle idee che vengono proposte: si tratta di idee blu o rosse? Cercate di fare in modo che le idee vengano discusse a lungo, perché dopo un periodo di discussione comincerete a vedere che tutti hanno alzato solo cartellini rossi. Nel meeting successivo allora almeno 2 idee dovranno essere blu: dovranno per forza esserlo. Le persone cominceranno a diventare consapevoli, giorno dopo giorno, di quanto le loro idee siano rosse e dovrete forzarli a trovare idee blu.

Facendo questo esercizio tutti i giorni, dopo due mesi, per i casi che abbiamo descritto nel libro, le conversazioni in azienda sono totalmente cambiate: anche se la prima idea blu non era geniale le persone hanno cominciato a riconoscerla come blu. Così hanno iniziato a prendere fiducia e a dire a sé stessi: maybe I can!

Guardate e leggete cosa hanno fatto le aziende che hanno creato Oceani Blu, spesso troverete casi simili ai vostri e comincerete a credere che anche voi ce la potrete fare: attraverso i cartellini farete qualcosa di divertente in azienda e creerete consapevolezza.

Ognuno di noi, nel profondo, è creativo.

Se una parte della vostra azienda riesce a creare un Oceano Blu dovete essere disposti a farvi contaminare: basta aspettare che a fare il primo passo siano gli altri. Iniziate, ovunque voi siate, nel vostro modo imperfetto a conversare.

“As long as you don’t enter the ring you can not win, because you are not playing!”

E con questa ultima asserzione, non c’è  stato altro da aggiungere. Tutti dobbiamo cambiare mentalità, non solo i livelli top delle aziende. 

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