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cool hunter

Cool Hunter via Shutterstock

In un mondo in continua evoluzione, dove la mobilità è al primo posto e tutto è liquido (come dice Bauman in “Modernità liquida”), diventa sempre più importante la ricerca e lo studio di nuove tendenze, anche nel campo del marketing e della comunicazione, per proporre ai brand e alle persone soluzioni sempre più innovative e strategie sempre più integrate.

Specializzato in questo, soprattutto nel campo della moda, è il Cool Hunter, un vero e proprio cacciatore di novità, idee, comportamenti e atteggiamenti che gira il mondo munito di macchina fotografica, taccuino e grande curiosità.

 

Ma partiamo con un po’ di storia…

Nato originariamente nel mondo del fashion, il CoolHunting è ben presto diventato uno strumento molto importante anche per il Marketing Strategico, estendendosi a tutti i campi e ai più svariati settori.

Il termine Cool Hunter è stato introdotto per la prima volta da Malcom Gladwell, studioso dei mutamenti sociali, in un articolo intitolato The Coolhunt pubblicato sul New Yorker nel 1997 per indicare un esperto in grado di individuare attraverso l’osservazione del quotidiano e la ricerca i segni delle nuove tendenze.

In Italia il termine si è diffuso con il libro “No logo” di Naomi Klein in cui la giornalista canadese definiva i cool hunter “tampinatori legalizzati della cultura giovanile”.

Formato dalle parole Cool = fresco, nuovo e da Hunter = cacciatore è oggi entrato a pieno diritto in tutti i vocabolari ed enciclopedie che lo definiscono come chi per professione cerca di intuire il nascere di nuove tendenze e stili di consumo.

Il Cool Hunter, oggi, non è soltanto colui che gira alla ricerca delle novità della moda, ma è anche la persona che individua le tendenze del marketing e della tecnologia per guidare le scelte aziendali in questi campi, dando indicazioni strategiche sul futuro. E non serve neanche più girare il mondo per farlo. Oggi, grazie al web, il coohunting è un’attività che può essere tranquillamente svolta anche dalla propria scrivania.

 

Come agisce il Cool Hunter?

Il lavoro di CoolHunting consiste nell’avere un approccio di tipo sociologico che si realizza principalmente attraverso la desk analysis ovvero:

  • Osservazione diretta sul campo attraverso viaggi, immedesimazione, analisi dei consumi e molto altro
  • Web surfing: navigazione in rete per scovare informazioni interessanti e tendenze in atto, magari già utilizzate da altre aziende
  • Social networking: osservazione di come gli utenti si pongono relativamente a determinati brand e alle loro scelte strategiche

Il materiale raccolto dai cacciatori, verrà poi utilizzato dalle grandi aziende e multinazionali che studieranno, su queste basi, le loro strategie aziendali e le successive azioni di marketing. Si comprende perciò l’importanza assunta dal lavoro di ricerca svolto da questa nuova figura professionale.

Uno dei casi più celebri di cool hunting è quello di Elio Fiorucci, considerato uno dei primi pionieri in materia. Lo stilista era in grado, andando in giro per il mondo, di trovare nei posti più inaspettati tendenze e stili nuovi.

Non basta però essere appassionati di moda, di design o amare i viaggi per esercitare al meglio questa professione. Occorre avere una buona base culturale, conoscere le lingue, essere curiosi, creativi, osservatori attenti, amare la sperimentazione e soprattutto avere una mente aperta e grande capacità di analisi. Proprio quest’ultima skill è quella che può rivelarsi più strategica anche a livello di marketing, per aiutare i brand a capire in quale direzione dirigersi, on line e non solo, senza farsi prendere da facili entusiasmi. Ed è questo che deve saper fare un buon marketer per disegnare strategie adatte a ciascuna azienda.

 

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