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analytics 2015

È una tiepida mattina a Roma quando la luce su Villa Borghese e sui suoi passanti con i fidati amici a quattro zampe lascia assaporare la vivacità del sole che sta per sorgere.

Tutto sembra ricalcare la solita routine di un martedì di novembre quando, alle ore 9:01 Twitter esplode. Per il mondo dell’innovazione quelli dal 9 all’11 novembre sono giorni importanti e i Social Network, come sempre, sono i primi a darne testimonianza: Bob Messier, Senior Director Global Technologies di SAS è a Roma sul palco di Analytics 2015 e sta dando il benvenuto all’enorme platea della sala Fernandes di Parco dei Principi.

Analytics 2015 è stata una conferenza dedicata all’analisi dei dati e all’innovazione di tre giorni. Keynote Speakers provenienti da più parti del Globo, dagli US alla Francia, dal Canada all’India, hanno ispirato e motivato una platea composta prevalentemente da manager e responsabili IT di moltissima aziende internazionali. Giorni in cui grandi temi come Big Data e Innovazione hanno occupato la scena lasciando spazio solo alla capacità (di pochi) di mettersi in discussione e di imparare come si diventa innovatori davvero.

Il digitale non è che un accelleratore, una macchina potentissima di dati: dal marketing alle vendite, dall’IT al Business, la cultura dell’analisi è il succo che deve infiltrarsi in ogni area aziendale per avere effetto. Sharing diventa quindi la parola chiave per CIO e C-levels e la base dell’Innovation Lab, uno luogo aziendale di unione di cervelli, un punto d’incontro tra line of business fino ad oggi nettamente separate. Innovation si not just a Big Idea, is execution, e senza analisi non esiste innovazione. Innovare è quindi una capacità prima di tutto umana, un fatto che coinvolge l’uomo nel suo essere il migliore essere vivente nella comunicazione e nella semplificazione della realtà – Reduction e Revelation – non a caso le essenze della Data Visualization. Non poteva mancare infatti ad Analytics 2015 Jer Thorp, Data Visualization Artist, con la sua personale visione della dataviz come mezzo per sfidare le aspettative, attraverso dati di diversa natura e l’utilizzo di nuove dimensioni e tecnologie.

Don’t assume è il monito di Friz Lehman: senza una mente aperta nessun tipo di innovazione potrà penetrare nelle organizzazioni, quindi eccovi la to do list per costruire l’Analytics Culture:

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Ed infine, ovviamente don’t wait, perché i tuoi competitor non stanno aspettando e sono già sulla strada del futuro del tuo business.

La forza delle analisi è nella predizione e nelle infinite possibilità di applicazione: è così che Radhika Kulkarni, Vice President Advanced Analytics di SAS, ha ispirato e motivato, toccando le corde anche più profonde dei partecipanti.

Cosa mi ha impressionato di più? La dimensione antropologica dei dati e della loro misurazione, il fatto che le analytics abbiano il potenziale per “diventare il nostro sesto senso” (cit. Rahaf Harfoush, Strategist e Digital Antropologist e parte del Social Media Team di Obama) e farci prendere le giuste decisioni in tempi brevissimi, ottenendo risultati migliori.

Per facilitare la diffusione della cultura analitica in azienda SAS ha creato una guida gratuita (4 passi per creare un Innovation lab), agile da consultare e che puoi scaricare qui.  

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