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mobile first

Mobile First via Shutterstock

Se il vostro business online è nato negli anni 90 o agli inizi del nuovo millennio fate parte del boom dei servizi web 1.0 e vi trovate ora ad affrontare la sfida del mobile first, che nel vostro caso ha un significato molto di più ampio del semplice ridimensionare il sito web per renderlo leggibile su smartphone.

Un Digital business nato non più di 15 anni fa, infatti, è stato concepito e sviluppato in un mondo Desktop first, nel quale tutte le interazioni avvenivano solo tramite il computer e quindi seguendo regole stabilite nel tempo per quello specifico mondo.

Oggi, i dati evidenziano come almeno il 60% della popolazione Italiana sia in possesso di uno smartphone e a livello mondiale in alcuni paesi arrivano vicini al 90% della popolazione, quindi le metriche parlano chiaro: pensare Mobile è d’obbligo.

Il problema principale per un brand nato e cresciuto con il boom del web 1.0 è nell’adattamento necessario ad intraprendere una strada Mobile. Che non significa soltanto rendere responsive il sito web, ma che vuol dire anche capire quando è utile lo sviluppo di un’app e, soprattutto, capire che l’app non deve essere la semplice trasposizione di dati che si trovano già on line.

Vediamo di seguito 5 consigli (supportati da casi reali) utili in questa direzione:

  1. Arrivate al punto, subito: Christophe Gillet (Vimeo) ha evidenziato come molti brand creino un facsimile della loro desktop experience nella mobile app. Questo non funziona, la prima domanda da porsi è infatti cosa serve della mia desktop experience nella mobile app? Scrivere su uno smartphone è una pena, molto probabilmente stiamo facendo altro quindi l’attenzione è bassa, la connessione salta… insomma la regola d’oro è arrivare al punto il prima possibile e senza troppi giri. Per fare questo è importante capire le necessità degli utenti, non fare semplici assunzioni seduti ad un tavolo.
  2. Non sottovalutate i costi: Questo deriva dalla regola precedente. Dato che per creare un’App di successo non basta fare copia-incolla dalla pagina web, il processo costa: ricerche di mercato sugli utenti, assumere programmatori capaci, design delle interfacce, etc.
  3. Create un’esperienza complementare web-mobile: Il web permette funzioni che in una mobile app sono inutili, ma questo è vero anche nel senso opposto. Adam Medros di Trip Advisor fa l’esempio della funzione “Near me Now” che con un tap sullo schermo dà informazioni su tutto ciò che circonda l’utente basandosi sulle informazioni rese disponibili dalla geolocalizzazione. Questa funzione, inutile su Desktop, è stata una rivoluzione per la mobile experience.
  4. Trasparenza sull’uso dei dati sensibili: Con una mobile App possiamo toccare vari livelli di privacy dell’utente (Galleria immagini, posizione, etc..). Non utilizzateli a meno che non siano necessari e quando lo fate, avvisate l’utente e spiegate come e perché andranno utilizzati. La fiducia dell’utente è tutto, se non siete chiari e trasparenti avrete perso l’utente per sempre.
  5. Credeteci: Il crederci è un elemento costante nel marketing ed è necessario per poter attraversare con successo un mare di non facile navigazione. John Vars (TaskRabbit) racconta dei dati sconfortanti rilevati dal suo team in termini di traffico mobile comparato con web. La domanda che si sono posti è stata: Cosa rende il traffico verso la mobile app così basso? Il fatto che il nostro prodotto abbia da sempre un appeal più elevato su web? O il fatto che la mobile App debba essere migliorata? Il team ha deciso che era colpa della web App, e così il focus si è spostato sul miglioramento dell’App in tutti gli aspetti. Il risultato è che il traffico mobile è salito fino a raggiungere gli stessi livelli di quello web. Crederci ha ripagato.

Per incorporare una mentalità Mobile è necessario che il Brand si evolva tecnicamente, per comprendere tutte le sfumature legate ai diversi tipi di piattaforme (IOS, Android e Windows per esempio) e device, l’adattamento a diversi cicli di release (tempi diversi rispetto alle release per web) e ovviamente l’assumere sviluppatori con skill specifiche. Ma anche l’aspetto culturale deve evolversi, pensando al Mobile prima del web, o almeno contemporaneamente.

E se vi capita di “passare” per San Francisco il 9 e 10 Novembre fate in modo di non perdere l’Open Mobile Summit 2015 nel quale si parlerà di tutto ciò che riguarda la rivoluzione mobile che stiamo attraversando.

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