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social media manager sportivo

Stai gestendo i Social della tua società sportiva, vuoi affidare le redini dei tuoi canali alla persona giusta, ma non sai che pesci pigliare? Stai valutando se crescere una risorsa interna o affidarti ad un’agenzia? Vuoi proporti come possibile candidato a ricoprire il ruolo di manager dei social media di un’organizzazione sportiva? Ecco quelle che sono, a mio parere, le caratteristiche imprescindibili che deve possedere un social media manager di un’organizzazione sportiva spiegando perché è importante specificare che parliamo di “sport”, con qualche esempio dalla mia esperienza attuale alla Lega B.

Prima però di passare in rassegna le abilità del nostro manager ideale condivido alcuni dati interessanti a dimostrazione della popolarità sempre crescente di questa figura professionale:

  • Dal 2010 al 2013 il numero di lavori inerenti ai social media è cresciuto del 1357%
  • Dal 2013 al 2014 i lavori “social” sono aumentati del 37%
  • Se digitiamo “socia media” nella barra di ricerca dei lavori su LinkedIn troviamo 60.000 risultati solo negli Stati Uniti.

Ma cosa fa un social media manager? Su di lei o lui ricadono tutta una serie di responsabilità come per esempio:

  • la redazione di un piano editoriale
  • la creazione e pianificazione dei post
  • la ricerca e creazione dei contenuti
  • il coinvolgimento dei fan e dei partner
  • l’attività di ascolto della rete
  • la misurazione dei risultati e la modifica della strategia
  • il follow up con i contatti e i progetti
  • la scelta delle notizie o gli annunci da comunicare
  • la comprensione dei contenuti che funzionano di più attraverso un processo di test ed errore

Un lavoro, quindi, tutt’altro che agevole, che presuppone una conoscenza approfondita della propria organizzazione e del settore di appartenenza, delle logiche comunicative dei social, degli strumenti e network sociali.

Farlo poi in settore sportivo aggiunge un elemento di complessità perché lo sport è un business veramente atipico. Per esperienza diretta farò riferimento al mondo del calcio, il gioco di squadra che suscita le passioni più viscerali ed è seguito da metà della popolazione mondiale.

E’ proprio il legame emotivo tra il tifoso e la propria squadra del cuore a rendere molto peculiare e delicato il rapporto tra un’organizzazione sportiva e i propri tifosi. Un legame che significa identificazione, senso di appartenenza, manifestazione della propria identità di uomini e donne.

Tutto questo rende più complessa – ma per molti versi più sfidante – la gestione delle community sportive sui social: se da un lato infatti i tifosi sono naturalmente spinti a seguire gli account ufficiali dei club, a prendere parte alle conversazioni e condividerne i contenuti e quindi non ci si deve inventare chissà cosa per coinvolgerli, dall’altro è lo stesso coinvolgimento a rendere il fan molto più critico ed esigente.

Chi vuole lavorare nella comunicazione e nel marketing di un’organizzazione sportiva deve quindi riconoscere la passione che lega il tifoso al proprio club e far leva su questi sentimenti per stabilire una relazione basata sulla fiducia.

Ma vediamo cosa deve avere un social media manager sportivo per fare la differenza.

  1. Passione: è la conditio sine qua non per lavorare nel mondo dello sport (non solo nei social), il carburante imprescindibile che ci fa lavorare nei weekend e rende molto labile il confine tra vita privata e vita professionale.
  1. Spirito di sacrificio: è un’altro fattore critico di successo del social media manager. Per fare bene questo lavoro non basta eseguire il compitino, non ci si può limitare a timbrare il cartellino bisogna andare oltre, sposare la causa, essere proattivi.
  1. Conoscenza dello sport: non intendo solo una buona cultura generale sportiva, ma che parliamo di calcio, basket, rugby o badmington, deve trasparire che lo si è masticato, se ne conoscono le pieghe, le regole del gioco, gli aspetti tecnici e i riti, il linguaggio e le consuetudini. Il social media manager deve essere un’esperto in materia, in grado di rispondere a tono alle sollecitazioni dei fan, seguire le conversazioni e porsi come guida autorevole della community.
  1. Capacità di lavorare in team: sono molti i momenti in cui il social media manager deve condividere i propri pensieri con il resto del team, ci sono situazioni in cui i colleghi ci devono coprire, e in questi casi serve la massima fiducia che si conquista lavorando insieme e costruendo uno spirito di squadra. Per questo è fondamentale saper delegare, permettere ai collaboratori di esprimere le proprie qualità e assumersi le responsabilità delle decisioni.
  1. Doti relazionali: vuole dire porre le giuste domande, saper ascoltare e guidare i colleghi, conoscere i programmi societari e pianificare le attività social in funzione degli obiettivi generali. Dal punto di vista delle relazioni esterne diventa fondamentale lavorare in sinergia con partner, fornitori e sponsor e instaurare delle relazioni positive con tutti, dagli influencer del settore, ai giornalisti e i media più popolari. Stringere alleanze ci aiuterà quando avremo bisogno di un spinta alla nostra comunicazione.
  1. Curiosità: la voglia di imparare non può mancare, il social media manager deve stare aggiornato sulle novità e i trend in atto nel mondo digitale, a maggior ragione in un momento storico in cui nasce un social network ogni piè sospinto. Deve conoscere le pieghe dei vari social network e non smettere mai di sperimentare nuove soluzioni.
  1. Spirito critico: vuol dire non dare mai nulla per scontato, verificare le fonti d’informazione, controllare quello che scriviamo, mettere in discussione le stesse assunzioni di base del nostro lavoro perché non è detto che se qualcosa funziona oggi vada bene domani. Contare fino al 5 prima di premere invio.
  1. Creatività: non può bastare il compitino. Mi aspetto che il mio manager dei social sappia proporre nuove soluzioni, migliorare i processi, creare ogni giorno un nuovo modo di coinvolgere i fan. Voglio che sappia evidenziare le criticità anticipando le soluzioni.
  1. Calma e sangue freddo: è quello che serve quando si è sotto pressione – cosa chesuccede spesso nel calcio – veniamo criticati e la tentazione è quella di chiudersi, di non rispondere o peggio di eliminare i commenti e “bannare” i fan. Sono questi i momenti in cui il social media manager deve dimostrare freddezza, raccogliere le informazioni, proporre una via d’uscita. Spesso quello che sembra un tornado si rivela un temporale passeggero.
  1. Organizzazione: il mio manager ideale non deve lasciare nulla al caso, tenere traccia di quello che si fa, pianificare la comunicazione attraverso un calendario editoriale curato per singolo canale, essere ordinato per recuperare velocemente informazioni, file e vecchie mail, coordinare l’attività dei collaboratori.
  1. Culto del dato: a un manager che si rispetti si richiedono anche capacità analitiche perché i social media non sono fuffa, ogni social network utilizzato si prefigge uno o più obiettivi che vanno collegati agli obiettivi di business della nostra società, deve quindi scegliere le metriche giuste, misurare i risultati e modificare eventualmente la strategia.
  1. Grammatica italiana: lo so, sembra banale, ma non lo è. I nostri fan sono sempre pronti a farci notare il minimo errore grammaticale, un apostrofo che manca, un nome scritto in modo sbagliato e non posso pensare che il mio manager dei social sia in difficoltà con la lingua italiana. Saper esprimere i pensieri correttamente attraverso la scrittura declinandoli con la sintassi dei singoli social, diventa una dote di base fondamentale.
  1. Skill grafici di base: non si tratta di essere esperti di HTML ma chi fa questo lavoro deve essere in grado di gestire i contenuti in totale autonomia, dall’idea alla pubblicazione con relativa grafica di accompagnamento. Questo significa sapersi muovere agevolmente in Photoshop anche se esistono tanti altri strumenti più semplici (Canva per esempio) che ci consentono di creare dei visual molto belli. Alla fine è il risultato che conta, non tanto come lo si raggiunge. Dobbiamo pretendere che il nostro manager sappia appiccicare un logo ad un’immagine di sfondo (non è sempre così scontato).

Queste sono solo alcune delle qualità fondamentali che deve avere un social media manager dello sport.

Qual è la tua esperienza, il tuo punto di vista? Ti ritrovi nelle 13 qualità o ce ne sono altre più importanti?

Dimmi quello che pensi nei commenti. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione e magari allungare la lista con il tuo aiuto.

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