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content strategy

Content Marketing via Shutterstock

Abbiamo intervistato Dario Ciracì, che ci ha svelato presente, passato e futuro del Content Marketing.

 

Chi è Dario Ciracì: passato, presente, chi sarà in futuro?

Ciao! Mi occupo di web marketing dal 2008 e dal 2010 con la mia socia Maria Pia, ho lanciato un blog, Webinfermento, dedicato al Social Media e Web Marketing.
Webinfermento è diventato anche il nome della nostra web agency.
Attualmente mi occupo prevalentemente di ideare strategie digitali che permettano a grandi e piccole aziende di sviluppare la loro visibilità in rete.

 

Ma cosa c’entra il contenuto con il fatturato delle aziende?

In un ambiente sempre più competitivo, dove i prodotti di qualità sono realizzati da sempre più aziende, i contenuti di qualità divengono l’arma vincente a disposizione dei marketer per creare differenziazione d’offerta. La competizione non si gioca più soltanto sul prodotto di qualità (che deve essere alla base di ogni strategia di mercato se un’azienda vuole sopravvivere) ma sulla capacità del contenuto di attrarre utenti e influenzarli all’acquisto e alla scelta di un’azienda, scartando i suoi competitor.
In questo senso possiamo dire che i contenuti influenzano piuttosto direttamente il futuro fatturato di un’azienda.

 

La tua definizione di Content Strategy.

La Content Strategy possiamo definirla come la pianificazione, ideazione e produzione delle tipologie di contenuti più idonei per ogni canale in cui l’azienda intende essere presente. Ogni canale ha caratteristiche differenti e avrà l’obiettivo di raggiungere l’utente in un preciso step del suo processo d’acquisto. Sarà quindi importante conoscere bene il target, le sue motivazioni e studiare, canale per canale, quale contenuto realizzare.

 

Quali sono gli step per ideare una Content Strategy di successo? Ci parli di un’azienda che ha rispettato queste best practice?

Gli step sono solitamente questi: presenza, esperienza, relazione, influenza e vendita.
In ognuno di questi passaggi l’azienda inizia a produrre contenuti. A partire dalla presenza nei canali sociali, dove i contenuti sono quelli “ordinari” come post, immagini, tweet per i social media o agli articoli del blog aziendale. Da lì inizia a trasferire al pubblico di riferimento la propria esperienza nel settore e a sviluppare le prime relazioni con i blogger settoriali e, nel tempo, a diventare influente del settore.
Soltanto una volta diventato influente e conosciuta dal pubblico, per l’azienda sarà possibile sviluppare contenuti “premium” che le permetteranno di avere benefici maggiori in termini di ritorno dell’investimento, come il miglioramento della visibilità nei motori di ricerca e nei social media che, come possiamo immaginare, le permetteranno di aumentare il suo fatturato.

Cito 3 esempi di successo: il Pizzicato Eco B&B di Vico del Gargano (in Puglia) che si è posizionato esclusivamente grazie ai contenuti (blog, social media, video) e alle iniziative non-convenzionali comunicate sotto forma di contenuti nei canali in cui è presente.
Airbnb che è diventato un colosso del travel a suon di contenuti che coinvolgono l’utente (esperienze col servizio raccontate dai clienti e pubblicate sul sito, guide di viaggio per le città, infografiche interattive, ecc.) e la nostra stessa agenzia, che, nata come un blog, si è trasformata in una web agency grazie ai contenuti ordinari (articoli di qualità, contenuti per i social media) e contenuti premium (infografiche, mini-ricerche, eventi, ecc.).

 

Sei alla ricerca di un editore di contenuti: quali competenze deve avere?

L’editore di contenuti per me è l’azienda che si è trasformata in un brand.
Il brand è il patrimonio di marca di un’impresa che a sua volta contiene l’insieme delle esperienze dei clienti/utenti con quella specifica azienda. Il brand lo ricordiamo perché è stato in grado di farsi notare con un’accurata strategia di contenuti.
Il brand è a tutti gli effetti un editore di contenuti, nel senso che è presente attivamente in tutti i principali canali, produce contenuti di qualità e ha un forte seguito di utenti in ogni canale.

 

Come si fa a creare il contenuto perfetto?

Il contenuto perfetto non so dire se esista; ci sono contenuti che ottengono molto successo e altri meno, ma come facciamo a dire qual è il contenuto perfetto? Probabilmente non è possibile. Sicuramente, come ho scritto in questo articolo su Webinfermento, posso dire che un contenuto per essere di successo deve avere un’idea:

  • semplice
  • inattesa
  • contestualizzata al target di riferimento
  • originale
  • credibile
  • in grado di raccontare una storia (il contenuto autopromozionale difficilmente avrà successo).

 

Dopo averlo creato: come si diffonde?

Se l’azienda è stata in grado di trasformarsi in un brand, la diffusione potrà essere anche soltanto spontanea. Perché i video di Airbnb o gli spot creativi di Ikea ottengono migliaia di visualizzazioni? Perché oltre ad essere stati realizzati con molta accuratezza e qualità creativa, provengono da azienda diventate brand e conosciute da tutti.
Queste aziende non hanno bisogno di attivarsi in politiche di distribuzione dei contenuti. La distribuzione è spontanea e del tutto naturale.
Diversamente, l’azienda dovrà avviare una politica di distribuzione seguendo le buone pratiche del Digital PR.

 

Come si fa a raggiungere gli influencer?

Come racconto nel mio libro “Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing”, innanzitutto producendo contenuti di qualità, in primis sul blog aziendale. Poi facendosi conoscere dimostrando la propria esperienza e know-how nel settore. Successivamente, prodigandosi in attività di Comment Marketing con commenti di qualità agli articoli dei blogger più influenti, dove arricchiamo i loro articoli con un nostro punto di vista, utile anche ai lettori, condividendo e menzionando i loro articoli nei nostri canali sociali, intervistandoli sul nostro blog o anche citando un estratto da un loro pezzo nell’ultimo nostro articolo pubblicato sul blog aziendale.

 

L’aumento del traffico dai motori di ricerca: qual è il segreto?

Anche qui, i contenuti.
I contenuti ordinari, come il piano editoriale degli articoli pubblicati sul blog aziendale, possono già trasformarsi in preziose fonti di traffico se, in fase di ideazione del piano editoriale si sono studiate bene le esigenze di ricerca del proprio pubblico e la segmentazione delle keywords. Oltre a questi, i contenuti premium, come infografiche, video o white paper ed ebook, pubblicate sul blog permettono di acquisire links autorevoli e di qualità che permettono poi alle pagina web dell’intero sito di beneficiare del valore dei link e di migliorare i posizionamenti nei motori di ricerca per le parole chiave di riferimento.

 

Una provocazione: il futuro del Content Marketing, esiste?

Ciò che evolverà dei contenuti saranno i loro contenitori e i contesti di riferimento.
Ma i contenuti non cesseranno mai di esistere perché saranno sempre utili ogni qual volta l’azienda vorrà informare il proprio pubblico attraverso lo storytelling.

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