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facebook video

Il fatto che Facebook stia puntando sui video non è una novità.

Immagino che come me ne stiate leggendo una al giorno. In questo post vorrei evidenziare le news più recenti ma anche le più interessanti per i brand intenzionati ad utilizzare la piattaforma anche in ottica di video marketing.

 

Autoplay e “Video Fluttuanti”

Fra le funzionalità meno recenti di Facebook c’è l’Autoplay, la modalità di riproduzione dei video che consente a qualsiasi iscritto di visualizzare i filmati presenti sul newsfeed senza bisogno di cliccare sul tasto “play”.

I risultati? Molto buoni a quanto pare. Alcuni dati pubblicati da Sandvine parlano di un + 200% del traffico sulla piattoforma nelle visualizzazioni da desktop e del 60% su rete mobile.

Altra funzionalità annunciata da poco è quella dei video “Fluttuanti” che prevedono una modalità di riproduzione che consentirebbe di guardare un video e, al tempo stesso, di effettuare lo scrolling delle notizie sul Newsfeed. La modalità si attiverebbe col click degli utenti su un pulsante situato sulla parte destra del player: una volta cliccato il filmato diventerà una miniatura presente in un punto della pagina di Facebook, così da permettere la visualizzazione e insieme lo scorrere delle notizie sottostanti.

Obiettivo: far si che si possano ottenere quante più possibili visualizzazioni. Per i brand significherà oltre che incrementare le visualizzazioni anche poter mantenere l’attenzione degli utenti che in questo modo non saranno costretti a chiudere il video per leggere le altre notizie.

 

Insights

Sempre nell’ottica di un rafforzamente del proprio posizionamento come piattaforma video, Facebook ha deciso di aggiungere una nuova sezione “Video” agli Insights. Le statistiche dei video a livello di singolo video, erano già state introdotte un anno fa. Adesso è possibile avere una visione di insieme.

Il grafico Video Views mostra il numero complessivo di visualizzazioni realizzate dai video pubblicati, visti per almeno 3 secondi. E’ possibile avere ulteriori dettagli sulle visualizzazioni: organiche e a pagamento, con auto-play o meno, uniche e ripetute.

C’è poi il grafico 30 seconds views che mostra solo le visualizzazioni dei video visti per almeno 30 secondi o per il 97% della sua durata se inferiore a 30 secondi.

Infine la sezione Top Videos elenca i migliori video sulla base di reach, visualizzazioni, o percentuale di visione. Cliccando su ogni video è possibile vedere un dettaglio delle sue performance.

Per i brand questo consente di avere una visuale di insieme delle performance dei propri vdieo. Prima era possibile farlo su un solo video adesso è possibile vedere quale video performa meglio, quando e con chi. Chi ha visto i video in autoplay o chi ha scelto di vederlo cliccando sul Play.

 

Nuove possibilità di prezzo

Dopo Twitter anche Facebook ha annunciato l’avvio della fase di test per un metodo di pagamento basato sulla visualizzazione dell’annuncio. In passato il pagamento avveniva immediatamente quando la campagna appariva sotto gli occhi dell’utente. L’offerta CPV, spiega una nota ufficiale di Facebook, è “un modello particolarmente indicato per coloro che si servono delle visualizzazioni dei video per valutare le performance”, aggiungendo: “Riteniamo importante offrire agli inserzionisti la possibilità di monitorare gli acquisti effettuati”.

Quindi in aggiunta ai modelli di acquisto già esistenti, i brand potranno utilizzare questa nuova opzione anche se lo stesso Facebook ritiene che non sia il CPV il metodo migliore per ottenere engagement, meglio i modelli di offerta esistenti – Reach and Frequency e Auction Optimized for Video Views.

Il test sarà presto disponibile su Facebook’s Power Editor e sugli API buying tools.

Questo per i brand significa ottimizzare ulteriormente gli investimenti sui video e avere dei dati su chi ha effettivamente visto il video.

 

Conclusioni

La velocità con cui Facebook adotta e testa nuove funzionalità negli ultimi anni ha messo a dura prova i gestori delle pagine.

Gli ultimi sviluppi implementati vanno in una duplice direzione. Lato utente sembra che la priorità sia migliorare la user experience. Come? Offrendo dentro la piattaforma tutti i contenuti di cui l’utente può aver bisogno. Lato advertiser si fa il possibile per limitare il caricamento da fonti esterne, i video insights ad esempio vogliono che l’advertiser non abbia più scuse per preferire altre piattaforme, Youtube fra tutte.

Se lasciamo il versante video un altro chiaro esempio viene dai Lead Ads che dovrebbero permettere agli advertiser di fare tutto dentro Facebook in modo semplice e intuitivo sacrificando secondo i più le visite al sito.

Quello che mi chiedo e che chiedo anche a voi è fino a che punto Facebook riuscirà a mantenere un equilibrio tra utenti e advertiser senza sacrificare troppo esigenze e preferenze di questi ultimi. Gli investimenti su Facebook, per quanto possano essere utili e importanti, non dovrebbero andare a discapito di investimenti su mezzi e canali altrettanto importanti ai fini del posizionamento strategico del brand e dei prodotti.

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