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tratturi e cammini

Le strategie turistiche digitali non sempre hanno nel loro DNA tratti originali e legati all’identità territorio di cui devono amplificare la conoscenza. I blog tour spesso diventano una questione di numeri, di scelte legate all’Analytics, di routine prive di personalità.

Per questo mi piace  sottolineare l’indole, in un certo senso, “nuova e rivoluzionaria” che il blog tour #tratturiecammini ha nella sua “mission”: l’obiettivo è costruire, insieme agli indigeni, un prodotto turistico che non esiste (ancora). Un punto di vista diametralmente diverso, più povero, se si vuole, ma con un tono archetipico legato all’ospitalità, un senso profondo e primordiale. Inoltre l’obiettivo era riportare ad un “nuovo vivere” la memoria legata alla tradizione pastorizia, una sorta di rievocazione antropologica che trova la giusta collocazione nel cammino sul tratturo (via attraverso la quale i greggi stagionalmente per millenni raggiungevano i climi più miti, dall’Abruzzo alla Puglia e viceversa).

C’è già, infatti,  una terra ricca di natura; esiste la gente del posto desiderosa di rinascere da una situazione difficile (terremoto e abbandono dei borghi e dei paesini per le città); c’è già il turista in cerca di contemplazione e silenzio. Ma il mezzo per mettere in contatto ricettivo e ricevente invece non c’è ancora.

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E allora? Facciamo un blog tour per insegnare e costruire insieme

Tra il 3 e il 5 luglio quindi #tratturiecammini ha convogliato blogger, web writer e viaggiatori professionisti con l’intento di trasmettere know-how alla gente dell’Abruzzo aquilano.

La scelta dei blogger quindi è stata guidata dall’identità di esso, dalla sua vocazione “green” e eco-sostenibile.

Inoltre sono stati convocati professionisti legati al turismo in bici o camminatori convinti. Ci sono stati anche esperti di legge sulla possibilità di definirsi “sostenibili” (in un mondo che abusa di ciò che è in auge, l’aspetto giuridico “green” è stato molto apprezzato). Ci sono state anche guide esperte di media montagna per trasferire norme dedicate a queste figure professionali. Ci sono stati blogger dalla scrittura “bucolica” per il tono contemplativo aderente alla vacanza in Abruzzo. E anche professionisti dell’accoglienza su misura delle persone (come Destinazione Umana per intenderci) che hanno infuso negli indigeni la fiducia e l’entusiasmo necessario per sentirsi in grado di farcela. Di risollevarsi dall’inerzia attuale tramite un tipo di turismo che non consuma, ma protegge e valorizza.

In mezzo quindi a una grande semplicità dei servizi e delle sistemazioni, il blog tour #tratturiecammini è stato un confronto estremamente profondo, intimo, oserei dire “crepuscolare” con le genti del luogo. Sono state fatte osservazioni pratiche e logistiche, ma soprattutto è stato lasciato forte e chiaro un messaggio di speranza.

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Il visual? Contest fotografici e Igers alla riscossa

La componente visual in una location come l’Abuzzo aquilano non poteva mancare. In collaborazione con Paesaggi d’Abruzzo è stato organizzato un contest (la premiazione era il clou dell’evento #tratturiecammini) in cui il brief era proprio ritrarre i luoghi dei tratturi o i paesaggi ad essi legati. Il risultato è stato sorprendente.

Ma, come da sempre sostengo (un anno fa ne parlai proprio su MarketingArena) , anche gli Instagramers sono importanti nelle strategie di promozione turistica, per il taglio personale e spesso bellissimo col quale riescono ad interpretare gli angoli nascosti e spesso non valorizzati di un territorio.

Ed ecco che un giorno intero viene dedicato al loro racconto. Sono stati chiamati Igers da tutta la regione a raccontare Bominaco, un borgo meraviglioso su uno dei cammini.

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Conclusioni

Che dire? Mi piace sottolineare che il turismo non si comunica con i numeri. Si comunica interpretando le sensazioni, raccontando storie, e, perché no? Motivando le persone a visitare un luogo, ma anche incoraggiando le persone che ospitano a farlo sempre meglio.

L’intentio questa volta era legato al dare (i blogger dispensavano know how) ma i “grazie” e la riconoscenza negli occhi degli abruzzesi è stato, leggendo i loro post, un bel ricevere.

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