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Surfing Emotional

(Emotional Surfing via Shutterstock)

 

Amano quello che fanno e si vede. Amano il marketing, la strategia d’impresa, l’innovazione e la comunicazione, e hanno capito che i consumatori vogliono essere emozionati. Hanno capito che la curiosità verso un prodotto o un brand è determinata dal potere comunicativo delle immagini e dei video di adv, dalla capacità di questi mezzi di indurre una scarica elettrica, di far sognare lo spettatore, e, quando possibile, di fargli scendere una lacrima.

Focalizzando gli interventi del Marketers Day 2015 di venerdì 19 giugno sulla potentissima leva dello storytelling emozionale, i ragazzi del Marketers Club, associazione fondata dagli studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia delle facoltà di Comunicazione e Marketing ed Economia e Management, sono riusciti a realizzare l’evento che sognavano di organizzare da quando sono partiti nel 2013 (si, solo due anni fa)!

Emozione a tutti i livelli insomma: dai Marketers stessi nel vedere l’aula magna della Facoltà di Economia piena e il numero di iscrizioni che superava ogni pronostico, dai contenuti proiettati in sala, a qualche speaker stesso, che di fronte ad una platea di coetanei ha confessato la sua emozione

 

Proprio Floriano Macchione, 25enne Football Brand Events Manager di Nike Italia, ha aperto la giornata, mostrando come Nike Football cerchi di emozionare (e ci riesca!) i consumatori attraverso eventi strutturati in modo da coinvolgerli in più momenti e attraverso media diversi: dal primo ingaggio attraverso i social network, al più classico contest, fino alla tradizionalissima scesa in strada per ‘scovare’ i consumatori con alto potenziale di influenza sul contesto in cui si trovano nella vita di tutti i giorni. ‘Bring Innovation & Inspiration to every athlete* in the World’ dove per essere atleti e sufficiente avere un corpo, è la mission della strategia messa in atto dall’azienda, che ogni 3 mesi produce una nuova collezione di football sneakers e permette livelli altissimi (e costosissimi) di personalizzazione. È il caso della scarpa Magista, presentata attraverso un video promo in grado di catturare e di emozionare non solo i player o i tifosi di calcio, ma tutti i presenti.

 

Oltre ad investire moltissimo in R&D Nike ha anche stilato alcune massime interne che devono essere rispettate e imparate da ogni dipendente, dallo stagista al manager: 1. It is our nature to Innovate; 2. Nike is a Company; 3. Nike is a Brand; 4. Simplify and Go; 5. The Consumer decides; 6. Be a Sponge; 7. Evolve Immediatly; 8. Do the right Thing; 9. Master the Fundamentals; 10. We are on the Offense, always; 11. Remember the Man.

Dai local ambassador a cui vengono offerte esclusive prove prodotto, ai City Attack (eventi cross-functional che coinvolgono digital, retail e trials) ai Neighbourhood pitches, Nike è un’azienda che sugli eventi punta tantissimo e dove dietro ogni swoosh costruisce una storia: nulla in Nike è fatto per caso.

Continui brividi ed effetto wow durante l’intervento di Michele Mancassola, Marketing Manager di Athena Evolution, business unit di Athena S.p.a., che dal 2009 ha acquisto GoPro diventandone responsabile del marchio. Introducendo la strategia di marketing e comunicazione di GoPro, azienda del valore di 2 miliardi di dollari di fatturato, Mancassola è riuscito a coinvolgere direttamente gli spettatori, regalando gadget ai più informati sul prodotto e trasmettendo emozioni fin dai primi video proiettati.

Engaging life experience content: questi sono i tipi di contenuti che GoPro cerca, UGC soprattutto, momenti d’ispirazione, che una volta condivisi generano una quantità impressionante di visualizzazioni:

 

GoPro si rivolge a 3 tipi di consumatori: appassionati, consumatori occasionali e influencers. Nonostante la diversità di target, questi contenuti funzionano benissimo sui social media proprio perché prodotti dagli stessi consumatori.   Vive a Lugano e si è sentito onorato di essere stato invitato come speaker al Marketers Day, Giorgio Saviane, Senior Brand Manager The North Face Emea, il quale ha conseguito le Lauree sia Triennale che Magistrale proprio all’Università Ca’ Foscari di Venezia e un po’ di voglia di tornare ce l’aveva (parole sue). Con un payoff che oggi recita Never Stop Exploring, The North Face nasce nel 1966 nello Yosemite dall’idea di un (apparentemente) semplice rivenditore di abbigliamento sportivo che al tempo si è prefisso di produrre il perfetto prodotto tecnico. Negli anni ’70 la conoscenza del brand esplode grazie alla tenda da campeggio, prodotto che diventa iconico fino al 1985, in cui, The North Face lancia la famosissima Mountain Jacket.

 

Giorgio è il Brand Manager che ogni marchio vorrebbe: non nasce esploratore, ma lo diventa, non nasce runner, ma partecipa all’Ultra Trail 2014, correndo per 21 Km tra le Dolomiti, riuscendo a trasmettere il coinvolgimento personale, che diventa strategia di marketing: Inspire People è la mission del marchio e Giorgio ci riesce benissimo.

 

Così emozionante da far commuovere, l’intervento finale di Massimo Barconi, Brac per gli amici,Testing Manager di Nordica, nonché Freerider e viaggiatore esperto, che con I Diari del Brac  ha aperto un potentissimo canale di storytelling e di brand awareness per i suoi sponsor, girando per il mondo e aumentando le sue competenze personali e professionali tramite l’incontro con persone e culture diverse.

 

Un esempio perfetto, quello dell’esperienza del Brac, (che non si è preparato nulla per il suo intervento ma è andato a braccio, rispondendo alle domande della platea) di ciò che secondo noi rimane la migliore strategia in termini di marketing emozionale: saper trasmettere la dimensione umana, fatta di successi e sconfitte, di gioie e fatiche è la strada che ogni Brand deve percorrere, perché non esistono leve più forte e convincenti dell’immedesimazione e dell’empatia.

 

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