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digital carisma

Digital Carisma – via Shutterstock

Abbiamo chiacchierato di personal branding con Rudy Bandiera: ci ha parlato della commistione tra vita reale e vita digitale e ci ha indicato come riconoscere il carismatico attraverso le 42 Leggi Universali del Digital Carisma.

Chi è Rudy Bandiera? Passato, presente, e come si vede in futuro.
Urca… questa è una domanda impegnativa e complessa. Diciamo che è uno che ha fatto un percorso molto al di fuori di quello che avrebbe potuto pensare di fare e che, con gli anni, sta capendo in che direzione andare. Diciamo quindi, in definitiva, che è un uomo molto fortunato.

Le 42 Leggi Universali del Digital Carisma: perché lo hai scritto?
Perché ne avevo bisogno. Sono un power user di Keep, il software Google per ricordarsi le cose, e ho sempre il widget sul telefono in bella vista. Se questo potrebbe non c’entrare nulla in realtà è TUTTO perché in questi anni di esperienze online ho segnato un sacco di cose che mi sono successe e di esperienze e di azioni e di reazioni.
Alla fine mi sono trovato con un percorso e ho detto… cosa ci faccio?
Ecco, ci faccio un libro 🙂

Nel libro parli di “vita digitale” e “vita reale”: che differenza c’è?
N E S S U N A. E’ il fulcro di tutto quanto: per la prima volta si affrontano le due cose come se fosse una, come in realtà è: ogni cosa che facciamo in una delle due vite ha ricadute sull’altra.

Come si riconosce il “carismatico”?
E’ molto semplice, in effetti: è la persona che ti fa stare bene e con la quale vorresti andare a cena o con la quale vorresti lavorare in ogni situazione e condizione. Va da sé che questo implica il fatto che “il carismatico” guardi più all’esterno che a sé stesso.

Carismatici si nasce o si diventa? Eventualmente, come ci si diventa?
Dai, leggi il libro 😀 Allora, io non parlo di leadership e di essere capi ma parlo di un digital carisma del quale non si è mai parlato prima, e siccome sono convinto che tutti possiamo cambiare e che la frase “sono fatto così” sia una minchiata, tutti possiamo diventare tutto.
In senso relativo, ovvio.

La tua definizione di personal branding e le cinque regole, (se esistono), per costruirlo.
Proprio qualche giorno fa scrivevo un post sulla differenza tra personal branding e culto della personalità e dicevo questo: chi fa personal branding si riferisce a una comunità, guarda fuori, non guarda dentro. Il nostro ego deve essere costantemente nutrito, questo è giusto, corretto e naturale ma quando il nostro ego diventa l’unico protagonista di ogni nostra forma comunicativa allora qualcosa non quadra e quello che si sta facendo non è personal branding ma culto della personalità.
Quindi non ho 5 regole ma una sola: non siete gli unici su questo mondo.

Chi deve assolutamente leggere il tuo ultimo libro, secondo te?
Posso dirlo? TUTTI. Non è un libro tecnico ma è un libro che si affaccia a qualcosa di nuovo, dando consigli sul come muoversi in un mondo che, volenti o nolenti, cambia.

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