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Come consuetudine, il giorno dopo il Super Bowl, l’evento sportivo più seguito dal pubblico americano che deciderà il vincitore del campionato di football, arrivano i dati. La maggior parte di questi poi riguarda quei brand che proprio in questo periodo dell’anno sfornano i migliori spot, frutto del lavoro e della creatività dei migliori pubblicitari per un anno intero, per aggiudicarsi 30 preziosissimi secondi durante intervalli del match.

Quest’anno la finale ha visto sfidarsi i New England Patriots contro i campioni in carica, i Seattle Seahawks, con la schiacciante vittoria dei primi. Si parla di 120 milioni di americani incollati davanti agli schermi, un’occasione imperdibile per le aziende, che sono state disposte a pagare ben 4,5 milioni di dollari per 30 secondi di spot.

Chi ha scelto fare Ads però, ha potuto contare non solo sugli spettatori del Super Bowl, ma sul pubblico molto più vasto della rete. Oltre agli USA infatti, i Paesi in cui si è maggiormente parlato degli spot del Super Bowl sono stati l’Inghilterra, il Canada, l’India, la Liberia e l’Australia. Interessante notare, nella cartina sotto, come ci siano più conversazioni in Africa rispetto all’Asia o al Sud America.

superbowl-analytics

Secondo i dati di Google, oltre il 75% degli advertiser ha rilasciato il proprio spot prima della partita, generando oltre il 50% del totale delle visualizzazioni prima del lancio d’inizio, e totalizzando oltre 160 milioni di visite su YouTube. Per aumentare poi la customer experience, YouTube, per il settimo anno, ha realizzato l’AdBlitz, un canale in cui gli utenti possono guardare gli spot della partita e votare il loro preferito.
In attesa però di capire quale spot è stato maggiormente apprezzato, vediamo chi è stato il più discusso: abbiamo monitorato attraverso Talkwalker i principali advertiser (Victoria’s Secret, Budweiser, BMW, Kia, Toyota, T-Mobile, Mercedes, Pizza Hut), stilando poi una classifica in base al buzz su Twitter generato nell’ultima settimana, ed ecco il risultato:

1. Budweiser: 61.700 tweet


Il cavallo e il cucciolo hanno fatto impazzire anche quest’anno, generando il maggior numero di tweet, da un lato perché Budweiser sta raccontando una storia, puntando su leve molto potenti come la tenerezza, l’empatia e la “solidarietà animale”, per cui gli utenti già riconoscono il loro spot, e dall’altro lato perché gli addetti ai lavori ne hanno discusso molto, prendendolo come caso di successo.

2. T-Mobile: 35.600 tweet

https://www.youtube.com/watch?v=ZTwzsV3I3OQ
In questo caso l’arma vincente è stata Kim Kardashian, sicuramente uno dei personaggi pubblici più discussi del momento, che è infatti stata oggetto della maggior parte dei tweet.

3. Victoria’s Secret: 5.449 tweet


Da questo punto in poi della classifica viaggiamo su lunghezze d’onda completamente diverse, stando ben al di sotto dei 10 mila tweet. Possiamo dire però che il top brand dell’intimo americano ha raggiunto un buon terzo posto coni suoi angeli, d’altronde, quale momento migliori di una partita di football per mostrarli?

4. BMW: 3.603 tweet


BMW è la prima classificata tra le case automobilistiche, puntando sul tema della difficoltà costante ad adattarsi alla tecnologia, affrontato in modo molto ironico dai giornalisti Kate Couric e Bryant Gumbel.

5. Mercedes: 3.063 Tweet


La casa tedesca ha volute puntare invece sul concetto di velocità, utilizzando però uno spot animato con protagoniste una lepre e una tartaruga che si sfidano in una corsa.

6. Kia: 2.218 tweet


In questo caso il testimonial d’onore è stato Pierce Brosnam, attore da sempre associato a ruoli d’azione e alle belle donne, grazie anche al suo ruolo di James Bond, aspetti sicuramente associati al mondo dei motori. Che a Kia piaccia vincere facile?

7. Toyota: 2.151 tweet


La casa automobilistica giapponese invece lancia un messaggio molto diverso, che vede come protagonista l’atleta paralimpica Amy Purdy.

8. Pizza Hut: 983 tweet

https://www.youtube.com/watch?v=W96bJfTz9ns
L’ultimo posto della nostra classifica degli spot più chiacchierati è occupato da Pizza Hut, che si riferisce puramente ad un pubblico americano, ammonendolo di non mangiare la crosta della pizza e affidandosi al quarterback Tony Romo per far arrivare meglio il messaggio.

Oltre agli USA, i Paesi in cui si è maggiormente parlato degli spot del Super Bowl sono l’Inghilterra, il Canada, l’India, la Liberia e l’Australia. Interessante notare come ci siano più conversazioni in Africa rispetto all’Asia o al Sud America.

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