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caronte

Mi occupo di web marketing ormai da un po’ di tempo, e tra le certezze su cui non temo smentita è che “ci sarà sempre da qualche parte un corso aperto di digital PR o Community Management. Non è detto vi sia invece di Digital Strategy. Perché questa figura è così misteriosa e incompresa? I motivi sono almeno due: in primis è più semplice “gestire pagine Facebook” che allocare un budget di marketing digitale, in secondo luogo se un crisis management bene o male ha sempre le stesse regole, la strategia è pesantemente influenzata dal settore, quindi più difficile da standardizzare, e insegnare, e imparare. Questo articolo non è una crociata contro il community manager (mestiere affascinante che tutti dovrebbero provare), ma intende capire come e dove imparare la strategia digitale.

Cosa fa il Digital Strategist?

Il Digital Strategist imposta e governa la strategia di marketing, si differenzia dal web marketing manager per il fatto che il primo potrebbe teoricamente anche progettare la strategia ed andarsene, il secondo invece è una figura che tiene dritta la barra su una rotta impostata, credetemi mestiere non facile e di non minore dignità. Sta di fatto però che spesso queste figure coincidono. Cinque cose che il Digital Strategist deve saper fare ad occhi chiusi:

  • Trasformare gli obiettivi di marketing (che derivano dagli obiettivi strategici) e comunicazione in azioni di web marketing
  • Allocare lo spending sui vari mezzi, ed ancora prima suddividerlo tra azioni strategiche e organiche e azioni paid, comprendendo quali di queste vengono sviluppate a servizio del brand e quali al servizio della lead generation e nurturing
  • Definire ancor prima di misurare i KPI di riferimento della strategia
  • Staffare il team e declinare le tecnologie e strumenti necessari per l’implementazione del piano operativo
  • Interfacciarsi con le figure interessate al progetto (che quelli bravi chiamerebbero stakeholder) per comunicare l’andamento della strategia e valutare eventuali azioni correttive

In house o Ousourcing?

L’abbiamo detto più volte, e non lo rinnegheremo ora. La figura interna è, per n motivi, migliore. La sostenibilità di questa figura è però tutta da dimostrare quindi, se la sinergia è positiva, è accettabile anche una figura di “strategy” esterna. Il punto è questo, chi disegna la strategia, al netto della qualità dell’implemntazione, è responsabile della buona riuscita della stessa.

Come diventare Digital Strategist?

I manuali non mancano, ma come sempre è l’esperienza che di solito ha origine sul campo a rendere questa figura solida e di qualità. Premesso che il digital strategist non è l’analista strategico (il primo disegna strategie, il secondo studia mercato, settore e competitor), l’idea di perseguire questo tipo di formazione è più centrata su un apprendimento trasversale delle leve di web marketing e del loro impatto sui kpi che su un approfondimento specifico di una leva. Come a dire che lo strategist si affida a uno specialist per ogni cosa, ma riesce a vedere più lontano di tutti, anche se meno profondo.

Perché investire su questa figura

Come ha di recente ricordato anche Miriam Bertoli in una bella sintesi di ritorno da Colonia, è lecito attendersi una “fusione” tra le varie attività paid e organic, social e search etc.. In questo contesto una figura in grado di partire dal risultato per declinare l’operatività è chiave. Fossi un giovane (e non) in cerca di formazione, punterei sulla strategia, che ne dite?

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