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pmi

Abbiamo intervistato Stefania Milo, Presidente Nazionale del gruppo Giovani Imprenditori di CNA e imprenditrice a sua volta.
Abbiamo parlato di PMI, web e innovazione.

Cosa fa il vostro gruppo e in che modo interagite con il tessuto economico?

Ci siamo concentrati sul tema della digitalizzazione, inteso come strumento che possa condurre all’innovazione.
Vogliamo svecchiare il mondo dell’artigianato e aprire la strada ad un concetto di artigiano inteso come professionista che costruisce prodotti su misura, e che comunichi sul web questo concetto.
Abbiamo dunque avviato progetti con scuole e università, portando testimonianze e raccontando esperienze, cercando di dimostrare come anche aziende piccole riescano a conseguire successi, magari seguendo la propria passione.

Si sa che la difficile congiuntura economica ha messo in difficoltà le aziende, quanto e come il digital marketing può aiutarle a superare questo momento?

Secondo me è un salvagente!
Una buona presenza online permette di superare le barriere fisiche e consente di vendere il proprio prodotto con budget ristretti.
Se poi si considera l’innesto della tecnologia o di un metodo innovativo all’interno del processo produttivo, l’ottimizzazione di tempi, risorse e le opportunità di monitorare costi e processi conducono indubbiamente ad una gestione aziendale più efficiente ed efficace.

Quali sono le best practices per promuovere un’azienda attraverso i nuovi canali di comunicazione?

È necessario avere consapevolezza degli obiettivi che l’impresa può raggiungere in termini di mercato e target e poi, valorizzare e raccontare ciò che si fa.
Emozionare i clienti, soprattutto quelli dell’artigianato, è fondamentale. Vogliono conoscere la storia dei prodotti e i valori, bisogna progettare lo storytelling per creare un racconto in maniera strutturata.
Fondamentale diviene anche curare una presenza online a 360°, che lasci percepire un’immagine coerente con il brand, e considerarla parte del proprio lavoro.
Il mondo online deve inoltre essere visto come uno strumento per ottenere feedback: permette di aprire la propria azienda ma bisogna essere trasparenti e pronti a mettersi in discussione, non su un piedistallo.

Come il web ha cambiato la relazione tra produttore e consumatore?

Ha creato una relazione biunivoca tra consumatore e azienda: i prodotti non vengono più imposti dall’alto e si ha la possibilità di ottenere un feedback.
Diventa necessario a questo proposito trasformare le critiche in informazioni costruttive, accettando il punto di vista altrui e considerandolo come un’opportunità per apportare migliorìe al proprio business.

Quali sono le caratteristiche di un modello di business vincente?

Non c’è un modo unico.
La passione è comunque il driver, poi intervengono l’aspetto creativo e la specificità.

Qualche case history?

Ce ne sono talmente tante… C’è una torrefazione di Napoli che, venendo meno il mercato interno, ha cominciato a vendere online creando un fatturato per l’80% estero; c’è il fumettista di Ravenna che ha deciso di rivisitare il proprio settore tradizionale operando nel campo dell’animazione 3D (in questo caso il digitale è divenuto strumento di lavoro, non un supporto alle vendite); senza dimenticare il muratore emiliano che si dedicava alla ristrutturazione di edifici storici che, attraverso il sito, è diventato un punto di riferimento per il settore, inventando una nicchia per vendersi e farsi conoscere.
I casi di successo sono tanti: il digitale, lo confermo, apre ad un mare di opportunità, sotto diversi punti di vista.

La sua concezione di innovazione.

Io ovviamente la sposo! Credo però che se non viene coltivata assieme alla conoscenza si rischia di subirla piuttosto che trarne benefici, quindi potrebbe essere un’arma a doppio taglio.
È necessario credere che sia un’opportunità, poi imparare a conoscerla.

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