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yo

Yo è un’applicazione che permette a persone di inviare ad altre persone degli “yo”, una sorta di ciao, un buffetto, una notifica, una vibrazione. È mostruosamente semplice, e seconto TechCrunch vale 10 milioni di dollari. Come al solito le malelingue del web hanno tacciato questo esperimento per oscena incongruenza mentale, non si può valutare 10 milioni un’app che manda notifiche a colpi di Yo! Forse hanno ragione, ma forse no.

Le applicazioni che siamo abituati ad utilizzare sono pensate con un effetto “sostitutivo” rispetto alle applicazioni native che lo smartphone propone, come ad esempio Evernote che migliora l’app note, o comunque si “appoggiano” pesantemente al sistema dello smartphone, di certo non provano a reinventarlo, o comunque non concorrono con funzionalità base, come la notifica o il suono della suoneria. Alcuni progetti raggiungono un effetto network che li valorizza e integra nei sistemi operativi degli smartphone, si pensi ad esempio a Twitter. Esiste uno spazio per Yo, quasi inesplorato. Quello di non essere un’app tra le altre, ma di divenire l’ultimo miglio (la notifica) o il trick per mettere il turbo (la diffusione) su cui le altre app potranno appoggiare. Yo non è un sistema di messagging, è un sistema di alerting. Yo può divenire una piattaforma.

Oggi Yo può vantare una comunità di utenti forte, tanto che anche l’arrivo di un missile può essere segnalato con questo strumento. Se il pubblico eleggerà Yo a sistema di notifiche predefinito, tutti dovranno adeguarsi. È una possibilità remota ma concreta. La tesi di TechCrunch è affascinante: le notifiche non hanno ancora trovato qualcosa o qualcuno che pensasse di migliorarle, proprio come Evernote ha migliorato le note. Curiosamente Yo ricorda molto il “poke” di Facebook, ma il suo vivere autonomo e laterale, semplicissimo e poco invasivo, rispetto a tutto il resto dell’ecosistema digitale, potrebbe essere un vantaggio. Certo potremmo anche essere davvero di fronte ad un sistema senza capo ne coda che finirà per rivelarsi una bolla di sapone. Nel frattempo Yo investe sulla possibilità di usare URL e hashtag da parte degli utenti, un chiaro segnale di apertura ai brand? Sicuramente i brand vorranno trasformare le notifiche in messaggi di marca, due link per approfondire: un articolo di business insider ed un’intervista al fondatore.

Riusciremo davvero a far cambiare la nostra esperienza di consumo digitale da Yo?

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