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lean-project-management
Qualche giorno fa ho avuto l’opportunità di partecipare alla Lean Startup Machine di Milano, un workshop di 3 giorni organizzato presso lo spazio di co-working Startmiup da membri della community Lean Startup. Il workshop aveva l’obiettivo di apprendere e sperimentare i principi “lean” per l’ideazione di una startup, concetti comunque applicabili a qualsiasi altro tipo di impresa e di singolo progetto.

Il concetto di fondo è quello di ridurre lo spreco di risorse (tempo, denaro, lavoro, sviluppo) mettendo in atto una serie di attività di validazione prima dell’inizio dell’attività imprenditoriale vera e propria, riducendo il time-to-market e rendendo il progetto meno rischioso e più solido, sia per gli startupper sia per gli investitori. Nello specifico è proprio la “validazione” il tema centrale della Lean Startup Machine.

La tre giorni di lavoro alterna momenti di formazione / workshop in cui partecipano mentor provenienti dal mondo delle startup, del funding e del mondo digitale a momenti di lavoro in team su idee presentate ad inizio workshop dai partecipanti stessi. I momenti più particolari però sono rappresentati dalle attività “out of the building” quando i partecipanti interagiscono realmente con il proprio target di riferimento, andando ad intervistare persone e aziende, raccogliendo i feedback necessari.

Validazione dicevamo, un concetto che può essere ben applicato anche al project management. Infatti le criticità di un progetto di startup sono in parte assimilabili a quelli che si possono incontrare nell’ideazione e gestione delle prime fasi di un progetto, soprattutto se innovativo.

Il punto di partenza del processo è un ipotetico problema, che diventa oggetto e punto focale delle attività. Diventa quindi fondamentale “validare” il problema ipotizzato, confrontandosi con il proprio target cercando di confermare le proprie assunzioni.

Una volta validati target e problema (questa attività può essere ripetuta più volte nel caso di invalidazione) si costruisce una soluzione al problema riscontrato, basandosi sulle interviste condotte e sugli insights che se ne possano estrarre. A questo punto diventa fondamentale validare la soluzione stessa confrontandosi nuovamente col mercato, attraverso MVP e demo, non necessariamente online o in forma digitale, ma limitandosi a simulare il servizio o il prodotto proposto.

Durante il workshop ovviamente le nozioni e gli spunti sono stati tanti, difficilmente riassumibili in un singolo post. L’insegnamento più grande però è proprio quello di partire da un problema concreto e urgente per costruire una soluzione che possa avere possibilità di successo, senza pensare di avere in tasca fin da subito una possibile soluzione che può, come spesso accade, rivelarsi errata o comunque non coerente con le esigenze di mercato.

Quello della Lean Startup Machine è un approccio sicuramente molto scientifico che forse toglie un po’ di romanticismo all’idea di startup nata per caso o con un lampo di genio. Probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo, cercando di mantenere un approccio scientifico e oggettivo nello sviluppo e gestione del progetto ma senza farsi scappare la propria idea e le proprie convinzioni. Resta comunque utilissimo il concetto di validazione, strumento che probabilmente dovrebbe venire utilizzato più spesso anche in progetti meno complessi e impegnativi rispetto a una startup, riducendo sprechi di risorse per progetti fallimentari sul processo o sugli obiettivi.

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