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Uscire a cena e trovare al tavolo vicino una coppia che passa il tempo guardando lo smartphone è una cosa molto triste, eppure succede sempre più spesso. Lo confermano ormai anche numerosi studi e ricerche che analizzano la diffusione dei device mobili. Secondo Nielsen, infatti, il 97% degli italiani sopra i 16 anni usa un telefonino, mentre secondo We Are Social l’Italia ha 35,5 milioni utenti Internet, il 41% degli italiani è dotato di smartphone e ben 97 milioni di abbonamenti mobile attivi, cioè il 58% in più rispetto al totale della popolazione. Tradotto in parole povere, vuol dire che una persona su due ha due SIM.

Questi dati, quindi, ci danno una chiara visione della crescita che sta avendo anche in Italia il mercato digitale in relazione ai device mobile e ci mette sempre di più davanti alla necessità di costruire strategie che tengano conto non solo della tipologia di utente che si vuole raggiungere e dei canali migliori per raggiungerli, ma anche delle modalità di fruizione e delle tecnologie disponibili.

Un recente post di Social Media Today, infatti, ha evidenziato che, su scala globale,

In Italia, poi, le statistiche non cambiano di molto. Sempre la ricerca di We Are Social evidenzia che il tempo medio speso su Internet ogni giorno è di 4,7 ore tramite pc e di 2,2 ore accedendo tramite smartphone o tablet. Se confrontiamo i dati con quelli del resto dell’europa, si nota che da desktop in Germania non si raggiungono le 4 ore e in UK si arriva a 4,1, mentre i dati mobile parlano di 1,4 ore per i francesi e 1,6 per gli inglesi.

Per quanto riguarda le modalità del traffico mobile, il 92% degli utenti italiani cerca informazioni geolocalizzate con il proprio telefonino e, di questi, l’84% utilizza lo smartphone per cercare informazioni su prodotti e servizi specifici. Questi dati assumono una valenza ancora più importante, se si pensa che in Italia il 30% degli utilizzatori di device mobili ha compiuto poi un acquisto tramite mobile. Sono sicuramente numeri incoraggianti per l’ecommerce, ma che portano ad una riflessione molto importante: i clienti sono mobile, ma le aziende lo sono?

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Fino ad un paio di anni fa avere un sito responsive era un lusso, quasi un plus che le agenzie offrivano al cliente per avere un vantaggio competitivo, ma oggi è indispensabile iniziare a ragionare in modo diverso. Alla luce di tutti questi dati, infatti, è sempre più indispensabile ragionare su siti “mobile first”.

Basare la presenza on line aziendale e, di conseguenza, l’intera strategia digitale su un sito mobile ready, apre opportunità indifferenti legate anche ai diversi strumenti di comunicazione digitale che si intendono usare:

  • I risvolti sul Content Marketing, infatti, ci parlano di utenti che navigano da mobile e che si aspettano di trovare un sito leggibile dallo smartphone o dal tablet quando cliccano su un link da un sito responsive.
  • Lo stesso vale per il Social Media Marketing, visto che un utente che clicca su un link dalla sua bacheca di Facebook sarà molto più felice di trovare un sito responsive piuttosto che trovarsi a dover leggere un contenuto su un sito che non è ottimizzato per il mobile
  • Per quanto riguarda l’Email Marketing, invece, dobbiamo iniziare a pensare a mail che siano correttamente visualizzabili da device mobile e che, poi, colleghino ad un sito ugualmente accessibile da smartphone e tablet.
  • Le azioni legate al Search Marketing, infine, devono necessariamente tenere conto dei dati sui motivi per cui un utente compie una ricerca da mobile e, di conseguenza, offrire all’utente un sito veloce da consultare tramite smartphone o tablet e che dia subito le informazioni necessarie per innescare il lead.

Forse è il caso che molte aziende inizino a ragionare sulla necessità di rivedere il proprio sito web…

(Photocredits www.gudd-gess.de)

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