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Ai blocchi di partenza con Elisa Giacon, community manager del Team Gresini Racing che ci ha raccontato emozioni e retroscena del mondo del motociclismo.

Partiamo dall’inizio: in cosa consiste il tuo lavoro?
Più che un lavoro è di una passione, mi sono avvicinata a questo mondo per caso ma ho capito fin da subito che sarebbe stato “il mio” mondo. In particolare mi occupo della diffusione di informazioni relative alle gare, ma il mio scopo è coinvolgere le persone che amano questo sport e far conoscere i retroscena del circuito, esprimendo i valori del mio team.

I nuovi media rappresentano una rilevante opportunità per la promozione dello sport, come percepisci tu il rapporto tra il motociclismo e i social network?
Credo che i social abbiano una doppia utilità: permettono alla gente di accedere a qualsiasi tipo di informazione in ogni momento, ma soprattutto di esprimere il coinvolgimento emotivo del team, l’agitazione, la passione, l’emozione, tutto in tempo reale, e soprattutto di condividerle.

Cosa e come intendi comunicare attraverso i social network?
Solitamente pubblico informazioni relative a prove e gare, siamo l’unico team italiano con tre categorie, ne abbiamo di cose da dire! Adoro raccontare i retroscena per far sapere alle persone che dietro ad ogni prova, ai box, c’è un team sempre pronto che lavora con passione.
Sicuramente uno degli obiettivi principali è ottenere una maggiore visibilità, ma vogliamo farlo raggiungendo le famiglie e il pubblico, veicolando attraverso i social network i valori del motociclismo.

Facebook, Twitter, Instagram: ognuno di questi canali che utilizzi permette di comunicare il motociclismo in modo diverso, quale tra questi secondo te lo racconta meglio? Utilizzi lo stesso approccio con tutti?
Diciamo che nel panorama del moto mondiale quasi tutti hanno un account Twitter, mentre la pagina Facebook viene gestita dallo staff interno. Questo si verifica perché i motociclisti hanno poco tempo, e Twitter è uno strumento che permette di veicolare un messaggio sintetico e incisivo, si twittano emozioni e sentimenti d’impulso, ed è il canale che secondo me si presta meglio a questo tipo di messaggi.
Anche Instagram va forte sul GP, l’immagine è d’impatto, comunica in modo incisivo senza tanti giri di parole.

Mi pare di capire che il tuo social prediletto sia Instagram…
Eh si!C’è un’immagine che mi sta particolarmente a cuore: Bautista che bacia la coppa sul podio, un turbinio di emozioni quel giorno!

Ricordi qualche campagna particolare, qualche caso che ha riscosso particolare successo o che ti ha colpito?
Ricordo con piacere un contest sulla nostra pagina Facebook, (che tra le altre cose, e ci tengo a dirlo, a giugno ha compiuto un anno!), che prevedeva un quiz che ha avuto grande successo, è bello percepire che la gente ci segue.

Come vedi il futuro del social media marketing applicato al motociclismo?
Lo vedo roseo e tutto in discesa, è una strategia di comunicazione che sta prendendo piede ed uno strumento di comunicazione potente.

È un periodo caldo per te, il MotoGp è a pieno regime, ci daresti una sintesi della giornata clou attraverso un Tweet, uno stato su di Facebook e un’immagine si Instagram?
Il live-tweetting ideale potrebbe essere “una gara nella quale si sono rincorse grandi emozioni”; su Facebook metterei una foto del momento dell’arrivo di Bautista; su Instagram una foto di Bautista che bacia la coppa. Poi quest’anno c’è stata un’altra importante novità: siamo orgogliosi di Enea Bastianini, al suo primo anno nel MotoGp, è giovanissimo ed ha disputato a Le Mans una grande gara conquistando la settima posizione, è stata un’emozione fortissima vedere l’arrivo di Enea ai box!

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