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Innovazione-Italia
La commissione UE ha pubblicato un quadro di valutazione sull’innovazione rilevando dei risultati sorprendenti. Vediamo perchè Il caso Giletta è un esempio da seguire.

Che l’italia sia un paese poco propenso al “guardare avanti” non è una novità ma che paesi come Cipro ed Estonia siano più propensi nell’investire nel binomio innovazione e tecnologia allora stupore e perplessità sono più che giustificati.

Secondo un dossier della Commissione UE il continente Europeo, rispetto a colossi come USA e Giappone, ha raccolto i frutti di una politica volta all’innovazione nonostante la forbice con altre nazioni resta comunque molto ampia. L’italia decisamente in controtendenza rispetto alla media Europea posizionandosi alle spalle di Cipro ed Estonia.

Nella scuola Europa la classe Italia viene dunque bocciata. Fortunatamente non tutti gli alunni meritano di finire dietro la lavagna. Promossi a pieni voti Piemonte, Emilia Romagna e Friuli che, a differenze delle altre regioni, sono riusciti a restare al passo con gli standard europei grazie ad una sana gestione dei fondi e capacità di formazione, programmazione e capacità d’investimento in innovazione e ricerca.

La Giletta è una realtà italiana esempio del virtuosismo piemontese che grazie ad una attenta politica di ricerca ed innovazione è da decine di anni leader nella produzione e vendita delle macchine spargi sale, anche al di fuori dei confini dello stivale.
Voglio trasformare le mie macchine da pesanti in pensanti”. Queste le parole dell’a.d. Enzo Giletta, parole che esprimono il motto dell’attività che fin dal 1997 si contraddistingue rispetto ai concorrenti. Non è un caso che siano stata proprio la Giletta a brevettare ed introdurre il navigatore satellitare nei propri mezzi e, con il software messo a punto due anni fa, sono stati i primi ad integrarli con una nuova tecnologia in grado di garantire una maggiore efficienza e risparmio. La risposta da parte dei mercati, anche oltreoceano, non si è fatta attendere.

Il Caso Giletta rappresenta senza alcun dubbio un chiaro esempio per tutti gli imprenditori italiani, puntare su tecnologia ed innovazione è la strada giusta. Ma non basta. Le idee senza il sostegno e supporto di uno stato efficiente e soprattutto a sua volta innovativo possono non bastare. L’innovazione può anche essere organizzativa, sociale, finanziaria, a supporto delle imprese.

Se a tutto questo aggiungiamo riforme fiscali e lavorative in grado di permettere il rilancio della nostra economia e di un ecosistema capace di attrarre e trattenere le migliori risorse al prossimo esame dietro la lavagna ci andrà qualcun altro perché l’Italia sarà promossa.

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