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Stiamo vivendo l’era della leed generation, questo ormai penso sia chiaro a chiunque mastichi un pochino di marketing.

Nel 2014 la sfida per qualsiasi azienda è quella di attirare l’attenzione del consumatore quel tanto che basta per raccontargli quali sono i propri servizi e sperare che corrispondano a quello che il consumatore sta cercando. Semplice? Neanche un po’!

Ma fingiamo di essere riusciti nel nostro intento e di avere attirato il consumatore nel nostro sito, come trasformarlo in un cliente?

Da visitatore a cliente

Secondo una recente ricerca di Kiss Metrics l’azienda ha al massimo 8 secondi per convincere l’utente a restare e a non passare nel sito di un competitor. Il contenuto della landing deve quindi essere chiaro ed immediato. Riassumendo abbiamo attratto (con molta fatica) il consumatore nel nostro sito, è rimasto soddisfatto dai contenuti proposti, adesso è un cliente? No! Il 96% dei visitatori che arriva nel sito non è pronta ad acquistare, alla prima visita al sito. Come mantenere dunque il contatto il cliente acquisito con così tanta fatica? Una strada è sicuramente quella remarketing, ma un form ben strutturato risulta sicuramente meno impegnativo. L’utente infatti, nella maggior parte dei casi, non è pronto ad acquistare, ma è disposto a rilasciare volontariamente informazioni per poter essere ricontattato.

Less is better

Come si presenta un form ben strutturato?
Meglio inserire solo i campi fondamentali, come nome, cognome, azienda ed un contatto email.
Le motivazioni ce le detta il buonsenso e la nostra stessa esperienza di utente, quante volte siete fuggiti davanti ad un form con troppi campi? Non siete ancora convinti?

Riporto un A/B test di Marketo che ha testato nella stessa landing page tre tipi di form diversi, uno a cinque campi, uno a sette campi ed uno a 9 campi. I dati riportati sotto del tasso di conversione e del costo di acquisizione del cliente sono decisamente significativi.

Tutti Mentono

Tra i benefici del form vi è anche la raccolta di dati su clienti potenziali, particolarmente utile, a livello strategico, ad identificare il target di riferimento e a limitare gli sforzi di acquisizione grazie allo sviluppo di una strategia mirata.
Purtroppo però, questi dati sono da prendere con le pinze. Secondo infatti una ricerca di MarketingSherpa una buona percentuale di utenti al momento della compilazione dei campi mente, soprattutto su dati fondamentali come nome e cognome o azienda di appartenenza.

Innovazione nel form

Come fare quindi in modo di avere le informazioni di cui necessitiamo senza perdere leed?
Alcuni form di ultima generazione si basano su una compilazione progressiva. Ogni volta che una stessa persona compila un form nel sito il form chiede una informazione successiva. I campi in questo caso sono pochi, ma se l’utente è veramente interessato e compila più volte il form ho tutti i dati di cui necessito (e sono sicuro della veridicità degli stessi).

Social e landing page form

Semplice immediato, ma tante volte non scontato! Meglio inserire nella landing page del form i pulsanti per il social sharing che incrementeranno le possibilità di visualizzazione del contenuto. Oltre ai bottoni di sharing meglio lasciare anche i riferimenti degli account ufficiali aziendali. Se proprio non riuscirete a convincerli a compilare il form potrete sempre ritrovarli nei social network!

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